Roma, 26 gennaio 2026 – Il Garante per la Privacy ha preso atto della recente sentenza emessa dal Tribunale di Roma, che ha annullato la sanzione inflitta alla Rai in relazione alla diffusione dell’audio della conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e sua moglie, trasmessa dalla trasmissione di inchiesta Report. La decisione, come sottolineato dall’Autorità in una nota, viene rispettata nel pieno delle sue prerogative, ma il Garante si riserva di valutare un’eventuale impugnazione mediante ricorso per Cassazione.
La sentenza del Tribunale di Roma e la posizione del Garante Privacy
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso della Rai, annullando la sanzione legata alla violazione della privacy nella trasmissione del materiale audio privato. Tale decisione rappresenta un passaggio importante nel delicato equilibrio tra diritto all’informazione e tutela della riservatezza personale. Il Garante per la Privacy, pur riconoscendo l’autorità del giudice, ha espresso l’intenzione di esaminare con attenzione la possibilità di proseguire la battaglia legale in Cassazione, allo scopo di tutelare i principi fondamentali della protezione dei dati personali.
Il contesto mediatico e la figura di Gennaro Sangiuliano
L’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, figura pubblica di rilievo con un passato da giornalista e politico, è stato al centro della vicenda che ha coinvolto la messa in onda di una conversazione privata da parte di Report. Sangiuliano, noto per il suo percorso che lo ha portato dal giornalismo alla politica, è stato ministro della Cultura dal 2022 al 2024 e attualmente è consigliere regionale della Campania. La trasmissione di Rai dedicata all’inchiesta si è spesso occupata di temi delicati, come la trasparenza e la tutela dei diritti, ma questa volta si trova al centro di una controversia giuridica che riguarda la privacy e la libertà di informazione.
La vicenda di Report e la decisione del Tribunale di Roma rappresentano un momento di riflessione sul rapporto tra media, informazione e privacy in Italia. Il Garante per la Privacy, con il suo possibile ricorso, conferma l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle normative a tutela dei dati personali, anche in presenza di un interesse pubblico alla conoscenza.






