Palermo, 17 marzo 2026 – La nave della ONG tedesca Sea Watch 5, con a bordo 84 migranti, di cui 20 minori non accompagnati, 3 minori accompagnati e 24 donne, di cui due incinte, si trova nelle vicinanze del porto di Campobello di Mazara e ha presentato un ricorso urgente al Tribunale per i minori di Palermo. L’obiettivo è ottenere il permesso di far sbarcare al più presto i bambini e le loro famiglie in Sicilia, considerata la grave situazione a bordo aggravata dalle condizioni meteo avverse nel Canale di Sicilia.
Richiesta urgente di sbarco per motivi umanitari
La Sea Watch segnala che il porto assegnato per lo sbarco è quello di Marina di Carrara, distante oltre 1.100 km e quattro giorni di viaggio, una distanza ritenuta insostenibile per le persone a bordo. Le condizioni meteorologiche nel Canale di Sicilia sono particolarmente difficili, con onde che superano i due metri, rendendo impossibile attraversare lo Stretto di Sicilia in sicurezza. I migranti a bordo sono in condizioni critiche: molti presentano gravi ustioni da carburante, sono esausti e soffrono di mal di mare. La ONG definisce la situazione “cinica, disumana e una violazione dei diritti” costringere queste persone a rimanere a bordo per ragioni politiche.
Sea Watch: la missione e la crisi nel Mediterraneo
Fondata nel 2014, la Sea Watch è un’organizzazione non governativa impegnata nel soccorso civile in mare nel Mediterraneo. Finora ha salvato oltre 50.000 persone, operando in una delle frontiere marittime più pericolose al mondo. L’ONG denuncia che attualmente vi sono almeno 225 persone che stanno lottando per la vita nel Mediterraneo, mentre gli Stati europei continuano a ostacolare le missioni di soccorso e a negare vie di accesso legali e sicure a chi fugge da guerre e persecuzioni. Sea Watch chiede l’istituzione di una missione di soccorso europea permanente e corridoi umanitari per garantire sicurezza e diritti fondamentali ai migranti.
La nave Sea Watch 5 rimane quindi in attesa di una decisione giudiziaria che possa finalmente permettere lo sbarco in Sicilia di chi è a bordo, soprattutto dei minori e delle donne in condizioni più vulnerabili, in un contesto di emergenza umanitaria aggravato dalle condizioni meteorologiche e dalla distanza del porto assegnato.
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