Roma, 12 gennaio 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha disposto il commissariamento di quattro regioni italiane – Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna – per il mancato adempimento nell’approvazione dei piani di dimensionamento della rete scolastica in vista dell’anno accademico 2026/2027. La decisione si inserisce nel contesto delle strategie nazionali volte a garantire il rispetto degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e a tutelare il regolare avvio delle attività didattiche.
Scuola, commissariamento e motivazioni
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in carica dal 2022 nel governo Meloni e noto per le sue riforme innovative nel settore scolastico, ha sottolineato come «il provvedimento sia indispensabile per adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca e salvaguardare le risorse già stanziate». Nonostante due proroghe concesse alle regioni interessate – fino al 30 novembre e successivamente fino al 18 dicembre 2025 – i piani non sono stati formalizzati, rendendo inevitabile il ricorso al commissariamento.

È importante evidenziare che la misura riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di istituti o plessi scolastici.
Reazioni delle istituzioni regionali e politiche
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, entrata in carica a dicembre 2024 e già attiva nel promuovere politiche di sviluppo sostenibile e partecipazione civica, ha espresso forte dissenso rispetto alla decisione. «Ci siamo opposti a ulteriori tagli alle autonomie scolastiche, in particolare nelle aree interne, dove la scuola è centrale per la comunità», ha dichiarato Proietti. Ha inoltre richiesto un riconteggio e una revisione delle misure, ribadendo la necessità di investire nelle persone piuttosto che in tagli indiscriminati.
Dal fronte politico, il Partito Democratico ha definito la convocazione degli assessori delle regioni di centrosinistra come «una manovra inaccettabile che ignora le specificità territoriali, riducendo le scelte di dimensionamento a meri calcoli matematici». Per i parlamentari dem, il dimensionamento scolastico è una questione di equità, accessibilità e qualità educativa, elementi che non possono essere sacrificati in nome della rigidità burocratica.
Il commissariamento rappresenta dunque una misura straordinaria per garantire il rispetto degli obiettivi nazionali e comunitari, ma solleva delicate questioni di autonomia regionale e di visione educativa, sulle quali si attendono ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.






