Napoli, 28 febbraio 2026 – Nuova ondata di paura nell’area flegrea, dove la terra è tornata a farsi sentire con una serie di scuotimenti legati a un recente sciame sismico. La scossa principale è stata registrata nella tarda mattinata di oggi, alle 11:19, con una magnitudo stimata di 3.5. L’evento, originatosi a una profondità molto esigua di circa 2,7 chilometri, ha avuto il suo epicentro nel comune di Pozzuoli, precisamente nella zona dei Pisciarelli.
Terremoto: la reazione della popolazione e i controlli sul territorio
Il sisma è stato percepito distintamente non solo a Pozzuoli, Bacoli e Quarto, ma ha attraversato anche i confini di Napoli, allarmando i residenti di quartieri come Bagnoli e Fuorigrotta. Molte persone descrivono un movimento sussultorio prolungato e violento; una cittadina di Quarto ha paragonato l’instabilità del suolo a quella di una giostra. Nonostante il forte spavento, fortunatamente non si registrano danni a persone o edifici. Le amministrazioni locali restano in massima allerta, monitorando costantemente la situazione e promettendo aggiornamenti continui tramite i canali istituzionali fino al termine dell’attività sismica.
Fenomeno del bradisismo e monitoraggio continuo
L’attività sismica è strettamente legata al fenomeno del bradisismo, il lento sollevamento e abbassamento del suolo tipico dei Campi Flegrei, dovuto a dinamiche vulcaniche sotterranee. Come spiegato dalla direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, «il sollevamento del suolo, che negli ultimi anni ha mostrato incrementi significativi, genera stress nelle rocce, causando terremoti con i quali la popolazione convive da tempo». Attualmente, il livello di allerta per i Campi Flegrei è giallo, indicatore di una variazione significativa dei parametri monitorati, ma non di un’imminente eruzione.
I Campi Flegrei sono una vasta caldera vulcanica di circa 15-18 chilometri di diametro, comprendente numerosi comuni e parte della città di Napoli. L’area è caratterizzata da una lunga storia di attività vulcanica, con oltre 27 eruzioni negli ultimi 5.500 anni e l’ultima eruzione avvenuta nel 1538 con la formazione del cono di Monte Nuovo. Nonostante la forte attività sismica e il bradisismo, gli esperti sottolineano che al momento non vi sono segnali di un’eruzione imminente, ma il monitoraggio resta costante e rigoroso.
L’area è anche ricca di siti archeologici e termali di grande rilievo storico e culturale, come il Macellum di Pozzuoli, la Solfatara, il Parco sommerso di Baia e numerosi monumenti romani, che testimoniano l’antica frequentazione umana e l’importanza strategica dei Campi Flegrei nel corso dei secoli.






