Torino, 4 febbraio 2026 – Emergono nuovi dettagli sull’arresto di Angelo Simionato, il giovane di 22 anni di Arcidosso, provincia di Grosseto, coinvolto negli scontri avvenuti durante il corteo di fine gennaio a Torino. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto i domiciliari per il ragazzo, evidenziando la sua estraneità a gruppi organizzati violenti o antagonisti.
Scontri a Torino: il profilo di Angelo Simionato e il contesto dell’arresto
Angelo Simionato è stato identificato dalla Digos di Torino come uno dei manifestanti sospettati di aver preso parte all’aggressione del poliziotto Alessandro Calista, durante la protesta del 31 gennaio scorso in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna. Le immagini riprese dalle forze dell’ordine lo mostrano tra una decina di persone che hanno aggredito l’agente, anche se non risulta essere uno degli assalitori armati di martello né protagonista principale del pestaggio. Simionato è stato riconosciuto grazie ai suoi indumenti sgargianti, che lo rendevano facilmente individuabile, e non indossava dispositivi di protezione come scudi o caschi, segno di una certa ingenuità operativa.
Nonostante ciò, il giovane è accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, nonché di concorso in rapina per il furto dello scudo, del casco e della maschera antigas sottratti all’agente Calista. Inoltre, è stato denunciato per violenza a pubblico ufficiale in un’altra occasione durante la stessa manifestazione. Al momento dell’arresto, non risultava avere precedenti penali ed è noto per posizioni vicine all’area anarchica, ma mai coinvolto in episodi simili in passato.
Le reazioni e il contesto familiare
I genitori di Simionato, residenti in provincia di Grosseto, si sono detti increduli e rammaricati per quanto accaduto, sottolineando che il figlio è un ragazzo riservato e “bravo” e si sono resi disponibili ad accoglierlo nella loro abitazione, lontana dal contesto torinese dove si sono svolti i fatti. Il gip ha evidenziato come il giovane non fosse travisato e che la sua presenza a Torino fosse isolata e non legata a gruppi organizzati o violenti.
Durante gli scontri, che hanno coinvolto circa 1.500 manifestanti, la Digos ha arrestato altri due attivisti torinesi e denunciato 24 persone per reati vari, tra cui resistenza, porto d’armi improprie e travisamento. Le forze dell’ordine hanno sequestrato materiali utilizzati per coprire il volto e oggetti contundenti. L’indagine prosegue per chiarire ulteriormente le responsabilità all’interno della protesta degenerata in violenza.






