Firenze, 19 gennaio 2026 – Si è concluso con due proscioglimenti e l’ammissione a un percorso di servizi sociali il processo in rito abbreviato relativo agli scontri avvenuti la mattina del 18 febbraio 2023 davanti al liceo classico Michelangiolo di Firenze, in via della Colonna. Gli imputati, giovani militanti di destra, erano accusati di aver preso parte a un’aggressione contro studenti attivi nelle file di sinistra.
Firenze, scontri davanti al liceo Michelangiolo: i fatti
La mattina del 18 febbraio 2023 sei giovani, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, militanti di destra, stavano facendo volantinaggio all’ingresso del liceo classico Michelangiolo quando nacque una discussione con alcuni studenti contrari alla presenza di propaganda fascista vicino alla scuola. La tensione degenerò rapidamente in uno scontro fisico, durante il quale alcuni minori vennero filmati mentre colpivano violentemente altri ragazzi con pugni, calci e cinture.
Il video dell’aggressione, che mostrava chiaramente la violenza degli assalitori, si diffuse velocemente sui social e nelle chat, suscitando numerose reazioni politiche anche a livello nazionale. La Digos di Firenze avviò subito le indagini che portarono all’individuazione dei sei giovani accusati.
Il liceo Michelangiolo, noto come il liceo “rosso” di Firenze per la sua tradizione politica di sinistra fin dal 1968, visse un periodo di forte tensione interna. La preside di allora, Rita Gaeta, dichiarò pubblicamente il clima difficile successivo agli eventi. Minacce furono inoltre rivolte ad Annalisa Savino, preside dello scientifico Leonardo da Vinci, per una sua circolare di condanna del pestaggio e di allerta contro il fascismo.
Esito del processo e misure per gli imputati
Il tribunale di Firenze ha emesso la sentenza nel processo in rito abbreviato, stabilendo il proscioglimento per due imputati e l’ammissione di un terzo a svolgere un’attività di volontariato presso un’associazione che assiste disabili, per un periodo di sei mesi.
La decisione è stata presa considerando la caduta delle aggravanti inizialmente contestate – quali futili motivi, sproporzione della reazione e azione in gruppo con minori – e soprattutto per la mancanza di querela da parte delle vittime, che ha impedito la prosecuzione del procedimento per i due esponenti di Azione Studentesca.
Gli imputati erano difesi dall’avvocato Sonia Michelacci e contestati per concorso in lesioni personali. Parallelamente, la procura minorile di Firenze ha chiuso le indagini su altri tre ragazzi, anch’essi legati al movimento studentesco di destra, che all’epoca dei fatti avevano tra i 16 e i 17 anni e risultano coinvolti nella stessa aggressione.
Reazioni e manifestazioni antifasciste
L’episodio suscitò un forte dibattito pubblico e attivismo politico: il 4 marzo 2023 si tenne una manifestazione antifascista nazionale a Firenze, con un corteo per il centro città e comizi in piazza Santa Croce. Alla mobilitazione parteciparono figure di rilievo come Elly Schlein, Giuseppe Conte, Maurizio Landini, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Laura Boldrini.
In seguito all’aggressione e alle indagini, una studentessa di 16 anni, sorella di uno degli indagati, fu costretta a lasciare il liceo Michelangiolo e a iscriversi ad un altro istituto, evidenziando l’impatto sociale e personale che l’episodio ha avuto anche all’interno della comunità scolastica.






