Torino, 1 febbraio 2026 – La procura generale di Torino si appresta a sostenere, insieme alla procura ordinaria, l’accusa di associazione per delinquere nel processo d’appello che vede coinvolti alcuni storici attivisti del centro sociale Askatasuna. La data di inizio della nuova sessione processuale non è stata ancora fissata, ma si tratta di un passaggio cruciale per un procedimento che ha già visto, in primo grado (marzo 2025), l’assoluzione di tutti i sedici imputati da questo capo di imputazione.
Scontri a Torino: il maxi-processo e le accuse
Il maxi-processo trae origine da una lunga indagine condotta dalla Digos di Torino, che aveva preso in esame anche una serie di iniziative contro i cantieri del Tav in Valle di Susa. Nel corso del primo grado, i pubblici ministeri avevano chiesto condanne per un totale di circa 88 anni di reclusione per i 26 imputati coinvolti. Tuttavia, i giudici avevano inflitto complessivamente 18 anni di pena, con condanne singole comprese tra i quattro anni e i nove mesi di carcere, senza però riconoscere l’esistenza di un’associazione a delinquere.
L’intervento della procura generale segna un deciso rafforzamento dell’impostazione accusatoria, con il riconoscimento formale dell’associazione per delinquere che potrebbe influenzare in modo significativo l’esito del processo d’appello.
Askatasuna: un centro sociale simbolo di lotta e conflitto
Il centro sociale Askatasuna, occupato a Torino dal 1996 fino allo sgombero forzato nell’ultimo dicembre, è stato un punto di riferimento per le lotte sociali, in particolare per i diritti alla casa e al lavoro, e per le mobilitazioni contro la Tav in Valle di Susa. Negli ultimi mesi, dopo la chiusura della struttura, si sono susseguite manifestazioni e scontri con le forze dell’ordine, culminati il 31 gennaio 2026 in violenti eventi con trenta feriti e dieci arresti.
Il processo e le tensioni legate ad Askatasuna rappresentano un nodo centrale nella dialettica sociale torinese, dove si intrecciano questioni di ordine pubblico, diritti civili e forme di protesta organizzate. La battaglia giudiziaria che si apre ora è seguita con attenzione da tutto l’ambiente politico e sociale della città.






