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Scontri a Torino, liberati due arrestati con obbligo di firma: uno resta ai domiciliari

La giudice Irene Giani ha disposto misure cautelari diverse per i tre manifestanti coinvolti negli scontri: indagini in corso su devastazione e danni per 164mila euro

by Giacomo Camelia
4 Febbraio 2026
Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Torino

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Torino | ANSA/Alessandro Di Marco - Alanews.it

Torino, 4 febbraio 2026 – Nel corso dell’ultima udienza di convalida degli arresti legati agli scontri avvenuti durante il corteo pro centro sociale Askatasuna, la giudice Irene Giani ha disposto misure cautelari differenziate per i tre manifestanti fermati: domiciliari per Francesco Simionato, obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri. Tutti e tre sono stati rilasciati dal carcere Lorusso e Cutugno, dove erano stati trattenuti dopo quasi due ore di guerriglia in corso Regina Margherita.

Le accuse e le misure cautelari

Francesco Simionato, 22 anni, originario di Grosseto, è accusato di concorso in lesioni e rapina. La sua posizione risulta legata alla partecipazione nel gruppo che ha circondato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista durante gli scontri. Matteo Campaner, 35 anni di Grugliasco, e Pietro Desideri, 31 anni e torinese, sono invece indagati per il lancio di pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine nel contesto della manifestazione.

La procura ha inoltre avviato un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione, a seguito dei danni per circa 164mila euro causati lungo corso Regina Margherita da un gruppo stimato in 1.500 violenti, come evidenziato dal sindaco Stefano Lo Russo in Consiglio comunale nella scorsa settimana.

Contestualizzazione degli eventi e quadro giudiziario

Gli scontri di Torino si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni nelle piazze italiane, come dimostrano analoghi episodi di violenza registrati in passato, tra cui quelli del 31 ottobre 2013 a Roma, dove 17 attivisti dei Movimenti per la casa furono colpiti da misure cautelari per violenze contro le forze dell’ordine durante una manifestazione. In quell’occasione, furono aggravate accuse di rapina, lesioni e danneggiamenti, sottolineando una strategia violenta e preordinata da parte di alcuni manifestanti.

Il ruolo della giudice Irene Giani e il profilo dei coinvolti

La giudice Irene Giani, che ha condotto l’ultima udienza, è nota per il suo percorso professionale iniziato dopo la laurea in Marketing Management all’Università Bocconi e una lunga esperienza nel settore assicurativo, prima di dedicarsi alla magistratura. La sua decisione di applicare misure cautelari differenziate riflette un bilanciamento tra esigenze cautelari e diritto alla libertà personale degli indagati.

Francesco Simionato, al centro delle accuse più gravi, è un giovane che ha attirato l’attenzione delle autorità per la sua presunta partecipazione attiva agli atti di violenza, mentre Campaner e Desideri risultano coinvolti in azioni di lancio di oggetti contundenti.

Gli sviluppi giudiziari di queste vicende saranno cruciali per definire i confini tra diritto di protesta e ordine pubblico, in un contesto sociale ancora segnato da forti tensioni e da una crescente attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura verso episodi di guerriglia urbana.

Tags: TorinoUltim'ora

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