Torino, 5 febbraio 2026 – Nel corso della manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, tenutasi sabato scorso a Torino, almeno 45 manifestanti sono stati soccorsi da operatori di primo soccorso a seguito degli scontri con le forze dell’ordine, come reso noto dallo stesso centro sociale in un comunicato diffuso via social.
Bilancio dei feriti e dinamiche degli scontri a Torino
Il comunicato di Askatasuna dettaglia un quadro preoccupante delle condizioni dei feriti: tra di essi si contano ustionati, contusi e casi di intossicazione da gas lacrimogeni. In particolare, è segnalata un’ustione di secondo grado a un dito e un’ustione non trattata a causa dell’intervento della polizia. Tra i feriti figurano anche due persone portate via dalla polizia, di cui una “apparentemente priva di coscienza”, e un manifestante soccorso dopo essere stato colpito ripetutamente con un manganello, riportando contusioni multiple e uno stato confusionale.
Il bilancio comprende inoltre otto casi di intossicazione da gas con crisi respiratorie, di cui uno con perdita di coscienza, trasportati in ambulanza. Le lesioni includono almeno dieci ferite agli arti, due ferite da impatto diretto di lacrimogeni, una sutura alla mano, sei contusioni e due ferite lacero-contuse alle gambe. Sono inoltre riportati otto traumi da lacrimogeni o esplosioni ravvicinate, con almeno tre casi che hanno coinvolto gli occhi, una sutura al labbro e alcuni trasporti in ambulanza. Infine, il comunicato segnala cinque traumi cranici o facciali di origine incerta.
Guerriglia urbana e reazioni politiche
Gli scontri, iniziati intorno alle 18 in corso Regina Margherita, si sono tradotti in una vera e propria guerriglia urbana con il lancio di bombe carta, fuochi d’artificio, uso di cassonetti e cartelli stradali come scudi e armi improvvisate. Tra gli episodi più violenti, un agente è stato aggredito con calci, pugni e persino un martello, finendo ricoverato con ferite alle costole e al polpaccio.
Il corteo, che ha mobilitato tra le 15mila e le 20mila persone provenienti da tutta Italia e dall’estero, era stato indetto in risposta allo sgombero del centro sociale avvenuto lo scorso dicembre. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha annunciato la costituzione di parte civile, definendo gli eventi “comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città”. Sul fronte politico, si è aperto un dibattito sull’adeguatezza delle misure di sicurezza e sulla gestione dell’ordine pubblico, con un vertice a Palazzo Chigi volto a definire un nuovo pacchetto sicurezza. La premier Giorgia Meloni ha rivolto un appello alle opposizioni per una risoluzione unitaria sul tema, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato la necessità di una risposta ferma e rapida del governo per garantire la sicurezza dei cittadini.
Gli scontri hanno inoltre coinvolto giornalisti, con una troupe Rai aggredita e costretta ad allontanarsi dopo essere stata presa di mira dai manifestanti. Le tensioni si sono protratte per circa tre ore, lasciando un quadro di devastazione e tensione nel quartiere Vanchiglia, storica sede del centro sociale Askatasuna.






