Roma, 13 febbraio 2026 – I sindacati del settore aereo hanno annunciato ufficialmente il rinvio dello sciopero nazionale del trasporto aereo, inizialmente previsto per il 16 febbraio, alla nuova data del 26 febbraio 2026. La decisione arriva in ottemperanza all’ordinanza emanata oggi dal Ministero dei Trasporti e riguarda tutto il personale coinvolto nelle agitazioni sindacali, confermando la durata dello sciopero pari a 24 ore.
Rinvio dello sciopero dopo l’ordinanza del Ministero
Le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Uglta, Anpac e Anp hanno comunicato in una nota congiunta il differimento delle iniziative di protesta, originariamente previste per il 16 febbraio, al prossimo 26 febbraio. La scelta segue la richiesta formale delle autorità di rinviare le agitazioni per garantire il regolare svolgimento delle attività nel settore aereo in un periodo particolarmente delicato.
Tale rinvio è stato deciso in un contesto di grande attenzione istituzionale, dovuto soprattutto allo svolgimento in questi giorni dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, evento di portata internazionale che coinvolge milioni di spettatori e che richiede la massima efficienza e continuità nei servizi di trasporto.
Precettazione e tensioni tra sindacati e governo
Parallelamente, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha fatto ricorso alla precettazione per evitare lo sciopero nel settore aereo durante il periodo olimpico. La precettazione è stata adottata come misura straordinaria per tutelare l’immagine dell’Italia e garantire la piena funzionalità dei trasporti durante un evento seguito da oltre due miliardi di persone nel mondo.

Nonostante un incontro al Ministero dei Trasporti con i rappresentanti sindacali, che si è concluso senza accordi, Salvini ha sottolineato che la legge consente di garantire il diritto allo sciopero ma non durante manifestazioni di portata internazionale come le Olimpiadi. Il ministro ha inoltre annunciato l’impegno a convocare un tavolo di confronto con le sigle sindacali dopo la conclusione dei Giochi olimpici, per discutere il rinnovo dei contratti nazionali e il Piano nazionale degli aeroporti.
I sindacati, tuttavia, hanno ribadito la legittimità delle agitazioni proclamate, motivate dalla necessità di ottenere il rinnovo di contratti nazionali e aziendali scaduti da mesi. Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale della Filt Cgil, ha invitato Salvini a utilizzare la stessa determinazione anche nei confronti delle aziende di settore che non hanno ancora avviato le trattative per il rinnovo contrattuale. Similmente, Marco Verzari, segretario generale della Uiltrasporti, ha sottolineato che la responsabilità dei sindacati è rivolta ai lavoratori che attendono da troppo tempo il rinnovo dei loro contratti.
Le organizzazioni di base come Cub trasporti, inoltre, hanno annunciato l’intenzione di valutare il ricorso al Tar contro la precettazione e confermato il rinvio dello sciopero al 26 febbraio, conforme alle indicazioni della Commissione di Garanzia.
Controversie politiche e reazioni
La decisione di Salvini ha suscitato critiche da parte di esponenti politici come Franco Mari, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) nella commissione Lavoro della Camera. Mari ha contestato la scelta del ministro di precettare i lavoratori del settore aereo, accusandolo di non aver mai esercitato la stessa fermezza nei confronti delle aziende che tardano nel rinnovo dei contratti da oltre due anni.
L’attenzione istituzionale e mediatica rimane dunque alta, in un momento cruciale per il paese che ospita un evento sportivo di rilievo mondiale e che necessita di un sistema di trasporto stabile e funzionante. Il rinvio dello sciopero al 26 febbraio rappresenta un tentativo di contemperare le esigenze di tutela dei lavoratori con quelle di interesse pubblico e organizzativo legate ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina.






