Milano, 13 gennaio 2026 – È confermato lo sciopero indetto dal sindacato Al Cobas che coinvolgerà per l’intera giornata di giovedì 15 gennaio 2026 tutto il personale della Azienda Trasporti Milanesi (ATM). La protesta rappresenta il quarto sciopero nel settore dei trasporti pubblici a livello nazionale nel corso dell’anno, dopo le agitazioni già programmate per il settore aereo e ferroviario nei primi giorni di gennaio. La mobilitazione riguarda in modo particolare le linee metropolitane, gli autobus e i tram che operano nel territorio milanese e nell’hinterland.
Sciopero ATM: orari e fasce di garanzia
L’astensione dal lavoro proclamata da Al Cobas durerà 24 ore, ma come da prassi il servizio di trasporto pubblico sarà garantito nelle fasce orarie di sicurezza previste dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si prevede quindi la normale circolazione dei mezzi dalle ore 6:00 fino alle 8:45/9:00 e nuovamente dalle ore 15:00 alle 18:00, mentre nelle restanti ore della giornata potrebbero verificarsi interruzioni e disagi per i cittadini. Al momento l’azienda non ha ancora pubblicato comunicazioni ufficiali sul proprio sito, ma le precedenti esperienze indicano la conferma di queste fasce orarie.
Le ragioni dello sciopero e le richieste sindacali
Al Cobas ha motivato l’azione di protesta con una serie di rivendicazioni che riguardano la gestione e l’organizzazione del servizio pubblico locale. Tra i punti principali si evidenziano la contrarietà alle politiche di liberalizzazione, privatizzazione e finanziarizzazione dei servizi gestiti da ATM, con particolare opposizione al progetto “Milano Next”, che prevede la trasformazione di ATM SpA in Azienda Speciale comunale e l’affidamento diretto in house dei servizi metropolitani. Il sindacato chiede inoltre la reinternalizzazione dei servizi ceduti in appalto, il ripristino di misure di sicurezza a tutela dei lavoratori, come il distanziamento tra conducenti e utenti e la limitazione dell’uso della porta anteriore dei mezzi.
Tra le altre istanze vi è la richiesta di miglioramenti nelle condizioni lavorative, come la stabilizzazione del personale con trasformazione dei contratti part-time in full-time, l’aumento salariale di 150 euro netti per tutti i lavoratori fino al parametro 193, e la regolarizzazione del pagamento delle ferie secondo la normativa vigente. Vengono inoltre denunciati comportamenti ritenuti discriminatori da parte di dirigenti e la necessità di forniture adeguate di abbigliamento da lavoro.
Impatto sulla mobilità e attenzione all’utenza
La protesta, che coinvolge un settore strategico per la mobilità urbana, potrà generare disagi significativi per i pendolari e i cittadini milanesi che utilizzano quotidianamente metro, bus e tram. L’ATM consiglia di pianificare con anticipo gli spostamenti e di monitorare eventuali aggiornamenti sullo stato del servizio attraverso i canali ufficiali dell’azienda e le app dedicate.
Il sindacato Al Cobas, attivo da decenni nel panorama sindacale italiano, si caratterizza per la sua struttura orizzontale e per la rappresentanza di lavoratori spesso critici verso le organizzazioni sindacali confederali tradizionali. La protesta di giovedì 15 gennaio si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni che interessano vari settori dei trasporti pubblici a livello nazionale nel 2026.






