Milano, 26 febbraio 2026 – È una giornata di mobilitazione per i lavoratori aeroportuali di Milano Linate, impegnati nello sciopero indetto per rivendicare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro di Ita Airways, scaduto a dicembre 2024. La protesta, organizzata dai sindacati, si accompagna a un presidio che ha visto la partecipazione di numerosi dipendenti del settore aeroportuale.
Proteste per il contratto e il piano industriale

I sindacati denunciano non solo la mancata stipula del nuovo contratto, ma anche le scarse prospettive di sviluppo contenute nel piano industriale della compagnia. Salvatore Alibrandi della Uil Trasporti ha sottolineato come il piano sia “molto debole”, evidenziando l’assenza di investimenti per l’ampliamento della flotta e, di conseguenza, il mancato ricorso ad assunzioni di nuovo personale.
Dal canto suo, Jacopo Macrì della Filt Cgil ha posto l’accento sulle disparità salariali, evidenziando un gap superiore al 40% rispetto ad altre realtà del gruppo di Ita Airways, oltre a significative differenze rispetto agli operatori di altre compagnie italiane. “Oltre alla questione salariale – ha detto Macrì – esistono condizioni di lavoro più gravose, con differenze che superano il 25% nei giorni di riposo annuale rispetto a operatori di compagnie low cost”.
Scioperi nel settore trasporti: un fenomeno in crescita
La protesta di Linate si inserisce in un contesto più ampio di agitazioni che interessano il settore dei trasporti in Italia. Nel primo weekend del 2026, infatti, si sono susseguiti scioperi che hanno coinvolto bus, tram, treni e aerei su scala locale, provinciale e regionale.
In particolare, nel comparto aereo, oltre al personale di Swissport e Airport Handling di Linate e Malpensa, anche le hostess di EasyJet e Vueling hanno incrociato le braccia, con proteste che si sono protratte per diverse ore. Nel 2025, il settore ha registrato ben 19 scioperi, con una media superiore a un giorno e mezzo al mese, causando disagi che hanno dato diritto ai passeggeri a indennizzi fino a 600 euro in caso di cancellazioni o ritardi prolungati.
Parallelamente, il settore ferroviario ha visto una giornata di sciopero fino alle 21 con possibili cancellazioni e ritardi, e ulteriori fermate degli addetti alla manutenzione infrastrutturale. Anche il comparto scolastico è stato interessato da agitazioni previste per i giorni successivi, con scioperi che coinvolgono tutto il personale docente e ATA su tutto il territorio nazionale.






