Roma, 29 marzo 2026 – Oltre cinquanta anarchici si sono radunati questa mattina in via Lemonia, nei pressi del casolare nel Parco degli Acquedotti, luogo tristemente noto per la morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, entrambi deceduti in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale il 19 marzo scorso. Il presidio anarchico, inizialmente vietato dalle autorità, è stato comunque portato avanti sotto stretto controllo delle forze dell’ordine, con la presenza di agenti a cavallo e numerosi mezzi di sicurezza.
Identificati e fotosegnalati dalla DIGOS i manifestanti
Il gruppo di manifestanti è stato identificato dalla DIGOS e successivamente condotto negli uffici per il fotosegnalamento tramite pullman delle forze dell’ordine. La commemorazione si è svolta con canti e la deposizione di mazzi di fiori rossi e neri, simboli della bandiera anarchica. Il presidio ha rappresentato un momento di ricordo per Ardizzone e Mercogliano, morti nell’esplosione che ha provocato il crollo del casolare nel Parco degli Acquedotti.
Le indagini coordinate dalla Procura di Roma e dalla DIGOS proseguono, mentre gli anarchici hanno annunciato un nuovo appuntamento per le ore 12 al parco Modesto di Veglia, sempre in memoria dei due compagni.
Le ragioni del presidio anarchico
Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano erano figure di spicco dell’area anarchico-insurrezionalista italiana, con un passato segnato da processi e azioni contro lo Stato. Ardizzone, proveniente dall’Umbria, era stata sottoposta a misure cautelari per episodi di violenza politica, mentre Mercogliano, con numerosi precedenti penali, era stato assolto nel 2020 dall’accusa di associazione terroristica nell’ambito dell’indagine «Scripta Manent». Entrambi erano legati alla mobilitazione in favore di Alfredo Cospito, detenuto al 41-bis, e attivi nel circolo anarchico «La Faglia» di Foligno.
L’esplosione del 19 marzo, avvenuta durante la fase di assemblaggio di un ordigno artigianale, è al centro delle indagini antiterrorismo che cercano di ricostruire le motivazioni e gli eventuali obiettivi dell’azione. Nel frattempo, la loro commemorazione ha acceso nuovamente l’attenzione sulle tensioni e le mobilitazioni dell’area anarchica romana.






