Roma, 22 febbraio 2026 – Alcune migliaia di persone si sono radunate oggi nel quartiere Tufello per partecipare al corteo in memoria di Valerio Verbano, il giovane militante di Autonomia Operaia ucciso il 22 febbraio 1980. La manifestazione ha visto una forte presenza di bandiere antifasciste e di simboli di solidarietà con la Palestina, riflettendo un sentimento di impegno politico e sociale che attraversa diverse generazioni.
Un ricordo vivo e una testimonianza storica

Durante il corteo è intervenuto Bruno Papale, amico di Valerio Verbano, che ha ripercorso il contesto politico e sociale di quegli anni. Papale ha ricordato che Verbano era impegnato attivamente a indagare sui legami tra ambienti neofascisti e apparati dello Stato, un lavoro che stava svolgendo in un clima di forte tensione, nel pieno del decennio delle stragi e dei tentativi di colpo di Stato. Dopo l’arresto di Verbano, emerse che stava preparando un dossier proprio su questi collegamenti, e proprio per questo motivo, ha spiegato Papale, i suoi assassini tentarono di entrare in casa per fermarlo, uccidendolo brutalmente.
L’intervento ha inoltre ricordato le difficoltà e le repressioni che seguirono l’omicidio: dall’ostruzionismo delle forze politiche dello Stato nei confronti delle manifestazioni in suo ricordo, ai violenti scontri avvenuti a Piazzale del Verano al termine del funerale, con cariche durate ore. Papale ha anche citato il caso di una giovane militante, ferita in via Pomponazzi durante le proteste, che morì anni dopo a causa delle ferite riportate.
Antifascismo e impegno civile oggi
Nel suo discorso, Papale ha sottolineato come il ricordo di Valerio Verbano rappresenti un impegno costante: “Siamo una Repubblica antifascista: noi continueremo ad esserlo nel cuore e nella pratica”. Ha ribadito che non si tratta di cercare una pacificazione, ma di scegliere con chiarezza da che parte stare, evidenziando che, pur cambiando l’epoca e la configurazione sociale, i problemi di fondo rimangono gli stessi. L’evento si è così configurato come un momento di riflessione sulla storia recente italiana e una riaffermazione dei valori antifascisti nel tessuto sociale contemporaneo.
La manifestazione ha confermato come la figura di Valerio Verbano continui a rappresentare un simbolo di lotta contro ogni forma di sopraffazione e repressione, mantenendo vivo il dibattito sulle connessioni tra estremismi politici e istituzioni.






