Roma, 14 gennaio 2026 – Il centro storico di Roma si adegua a nuove regole di mobilità con l’introduzione del limite massimo di velocità a 30 chilometri orari all’interno della Zona a traffico limitato (Ztl). La misura, voluta dall’Amministrazione capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita nel cuore della città.
Zona 30 a Roma: i provvedimenti
Da domani, lunedì 15 gennaio, scatterà ufficialmente il limite di 30 km/h nel centro storico, una decisione adottata dalla Giunta Capitolina lo scorso 13 novembre. Il provvedimento riguarda non solo le strade secondarie ma anche alcune importanti arterie della Ztl, come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo.
L’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha spiegato che fino al 15 febbraio ci sarà un periodo di assestamento accompagnato da una campagna di comunicazione rivolta ai cittadini, mentre il comandante della polizia locale, Mario De Sclavi, ha assicurato il rafforzamento dei controlli per garantire il rispetto del nuovo limite.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza stradale: nel 2025, infatti, Roma ha registrato 124 morti sulle strade e oltre 30mila incidenti. Per questo motivo, oltre alla nuova zona 30 nel centro storico, sono previsti interventi per estendere il limite anche a circa mille altre strade della città. Tra le misure di contrasto alla velocità eccessiva, si aggiungono cinque nuovi autovelox sulla via Cristoforo Colombo, che si vanno ad aggiungere a quelli già attivi su Tangenziale e viale Isacco Newton, dove nei primi giorni sono stati rilevati fino a 1.500 superamenti del limite al giorno.
Critiche e confronti con altre città italiane
L’introduzione della zona 30 a Roma non è stata priva di polemiche. Il presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, ha definito il provvedimento un “atto ideologico” e ha lanciato una mobilitazione di protesta, criticando le Ztl come misure imposte dall’alto e chiedendo invece “investimenti veri per la sicurezza e la mobilità reale dei cittadini”. Anche la Lega, attraverso il capogruppo in Campidoglio Fabrizio Santori, ha espresso contrarietà, sostenendo che il limite non sarebbe basato su un’analisi tecnica specifica e sarebbe in contrasto con le direttive del Ministero dei Trasporti.
Va sottolineato che la “città 30” non è una novità esclusiva di Roma: altre grandi metropoli italiane, come Bologna, Milano, Torino e Lecce, hanno intrapreso da tempo un percorso simile. A Bologna, ad esempio, un anno dopo l’introduzione del limite a 30 km/h nel 2024 si è registrata una significativa riduzione dei decessi, degli incidenti e delle persone ferite rispetto agli anni precedenti. Inoltre, in queste città si è osservata anche una diminuzione dell’inquinamento atmosferico e un incremento dell’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici.
Questa serie di provvedimenti si colloca in un più ampio sforzo delle amministrazioni locali italiane per rendere le città più vivibili e sicure, promuovendo una cultura della guida più attenta e rispettosa dei pedoni e dei ciclisti.






