Roma, 21 gennaio 2026 – Una folta partecipazione ha accolto ieri al cinema Adriano di Roma la proiezione del documentario “Tomorrow’s Freedom”, dedicato a Marwan Barghouti, figura centrale della politica palestinese e attualmente detenuto in Israele. Il film, che racconta la vita e l’impegno di Barghouti, ha visto la presenza di Fadwa Barghouti, moglie e portavoce del leader palestinese, che ha rilasciato dichiarazioni significative sul futuro del popolo palestinese e sulla condizione attuale nei territori occupati.
Il messaggio di Fadwa Barghouti: “La pace è possibile solo con la fine dell’occupazione”

Dopo la proiezione, Fadwa Barghouti ha sottolineato l’importanza di mantenere la dignità e la determinazione nella lotta per i diritti palestinesi, ribadendo che nonostante le dure repressioni a Gaza e in Cisgiordania, la volontà di creare uno Stato palestinese democratico e inclusivo resta incrollabile. “Noi continueremo a mantenere la nostra umanità, la nostra lotta. E soprattutto a riavere i nostri diritti, qualsiasi sia il prezzo da pagare”, ha affermato.
Un passaggio particolarmente toccante è stato dedicato alla forza delle donne palestinesi, che con coraggio stanno contribuendo alla liberazione di molti detenuti. Fadwa ha evidenziato come fino ad oggi siano stati liberati 800 palestinesi, ma non Marwan Barghouti, considerato un simbolo della resistenza e della lotta del popolo palestinese. “Il primo giorno di pace sarà il primo giorno in cui non ci sarà più l’occupazione”, ha citato la portavoce, richiamando le parole del marito pronunciate davanti alla Corte israeliana.
Marwan Barghouti, il “detenuto numero uno” e la sua eredità politica
Marwan Barghouti, nato a Ramallah nel 1959, è stato uno dei massimi leader della prima e seconda intifada. Condannato a cinque ergastoli per il suo ruolo nelle azioni armate contro Israele, si è sempre dichiarato innocente, rifiutando di riconoscere la giurisdizione dei tribunali israeliani. La sua detenzione dura dal 2002, ma la sua figura rimane centrale nel dibattito politico palestinese e internazionale.
Negli anni, Barghouti è stato visto da molti palestinesi come un simbolo di unità e resistenza, e da alcune personalità israeliane come un possibile interlocutore per la pace. Nonostante ripetute richieste e campagne per la sua liberazione, nessun governo israeliano ha finora concesso il rilascio, nemmeno in occasione di scambi di prigionieri o negoziati di pace.
La sua immagine è ampiamente diffusa in Cisgiordania, dove rappresenta una speranza per una soluzione a due Stati, capace di garantire diritti e sicurezza a entrambe le popolazioni. Tuttavia, la sua situazione resta critica, con recenti denunce da parte della famiglia sulle condizioni di detenzione e sulle presunte torture subite.
Il documentario proiettato a Roma offre così uno sguardo approfondito su una delle figure più emblematiche del conflitto israelo-palestinese, attraverso le parole di chi, come Fadwa Barghouti, continua a lottare per la sua liberazione e per un futuro di pace.

