Roma, 13 gennaio 2026 – È atterrato alle 8:30 all’aeroporto di Ciampino l’aereo proveniente da Caracas con a bordo Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani liberati dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accogliere i connazionali c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme al direttore dell’intelligence italiana, Giovanni Caravelli, presente a Caracas per seguire da vicino le delicate trattative di rilascio.
Il viaggio di ritorno e il ruolo dell’intelligence

Il volo che ha riportato Trentini e Burlò in Italia è stato effettuato con un Gulfstream G600, un jet privato appartenente alla Compagnia Aeronautica Italiana, la flotta dell’intelligence italiana impiegata in missioni critiche per il Paese. Il piano di volo è stato autorizzato nella notte tra domenica e lunedì dalla Farnesina, con tutte le necessarie autorizzazioni per attraversare gli spazi aerei internazionali. Il velivolo è decollato da Ciampino alle 5:25 ed è giunto a Caracas intorno alle 10:30 ora locale, dove i due detenuti si trovavano presso l’ambasciata italiana. Dopo il rifornimento, il jet è ripartito alle 18:35 ora locale, effettuando un volo schermato e monitorato con riservatezza fino all’arrivo in Italia all’alba di oggi. La presenza a bordo del direttore dell’Aise conferma il ruolo cruciale svolto dall’intelligence nelle complesse trattative diplomatiche per il rilascio dei due connazionali.
Le parole di Burlò e le prime reazioni
Al suo arrivo, Mario Burlò ha dichiarato: “Ce l’abbiamo fatta anche questa volta, ma è stata davvero dura”. L’imprenditore torinese, fermato in Venezuela il 10 novembre 2024 con accuse mai formalizzate, ha vissuto mesi di detenzione durissima, come confermato dal suo avvocato Maurizio Basile. Burlò ha raccontato di essere stato accusato di terrorismo, un capo d’imputazione che ha sempre respinto, sottolineando di non aver mai fatto politica nemmeno in Italia. All’aeroporto di Ciampino, Burlò è stato accolto dai figli Gianna e Corrado, che hanno espresso grande gioia per la fine di un incubo. Anche il cooperante Alberto Trentini, arrestato nel novembre 2024 mentre lavorava per l’organizzazione umanitaria Humanity & Inclusion, ha confermato di essere stato trattato bene durante la detenzione.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato ieri alla madre di Trentini, condividendo la gioia per la liberazione dopo mesi di sofferenza. Intanto, il ministro Tajani ha annunciato che continuerà a impegnarsi per il rilascio degli altri 24 detenuti politici italiani ancora nelle carceri venezuelane e riferirà oggi in Parlamento sulla situazione. Un appello per la liberazione dei prigionieri è stato inoltre lanciato dalla leader venezuelana Maria Corina Machado, ricevuta ieri in udienza da Papa Leone.
La vicenda di Trentini e Burlò ha tenuto alta l’attenzione internazionale sulle condizioni di detenzione e sul difficile contesto diplomatico tra Italia e Venezuela, segnando un importante successo nelle missioni di tutela dei cittadini italiani all’estero.




