Campobasso, 9 aprile 2026 – Proseguono senza sosta le ricerche di Domenico Racanati, il 53enne originario di Bisceglie disperso dal 2 aprile scorso in seguito al crollo del ponte sul fiume Trigno, in località Montenero di Bisaccia, Molise. L’uomo, diretto a Ortona, è scomparso mentre attraversava la struttura che collega il Molise all’Abruzzo. In un appello commovente, la figlia Angelica ha chiesto di ampliare e intensificare le operazioni di ricerca, sottolineando l’importanza di ogni minuto trascorso.
Le ricerche sotto il troncone crollato e lungo il fiume
Le squadre di soccorso specializzate sono al lavoro da giorni per localizzare Racanati. Le operazioni coinvolgono il personale Usar-M, esperto in verifiche sotto macerie, che sta ispezionando l’area sottostante la campata del ponte crollata. Sul posto è stata allestita una sala operativa mobile per coordinare le attività di ricerca.
Sul tratto fluviale stanno operando anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, supportati da mezzi anfibi e personale del gruppo operativo speciale (Gos) impegnati nella rimozione dei detriti presso la foce del Trigno. Le perlustrazioni sono estese anche alle rive fangose e al litorale, con l’ausilio di moto d’acqua e del nucleo Mo.Crab, specializzato in interventi in ambienti acquatici. Le unità Tas2, con la loro tecnologia di topografia applicata al soccorso, tracciano e georeferenziano i percorsi già battuti, per garantire un controllo capillare dell’area.
Ipotesi investigative e aggiornamenti sul caso
Le indagini, coordinate dalla Procura di Larino guidata dalla procuratrice Elvira Antonelli, si sono aperte con l’ipotesi di crollo colposo e si sono recentemente estese a omicidio colposo a causa delle circostanze drammatiche legate alla scomparsa di Racanati. L’uomo viaggiava su una Fiat Bravo color champagne, targata DH870PB, e l’ultima comunicazione con la moglie è avvenuta proprio mentre si trovava nei pressi di Termoli, pochi istanti prima del cedimento della struttura.
Un elemento chiave nelle indagini riguarda la possibile influenza del navigatore satellitare che potrebbe aver indirizzato Racanati su quel tratto di strada pericoloso, trasformato in una trappola a causa del maltempo e della situazione critica del ponte. La Procura sta inoltre verificando eventuali responsabilità nella gestione della viabilità e nella manutenzione della struttura, soprattutto in condizioni di allerta meteo.
Le difficoltà delle ricerche sono aggravate dalla forte corrente del fiume e dalla presenza di numerosi detriti trasportati dall’acqua, che hanno reso necessario l’impiego di mezzi speciali per scandagliare i fondali con scarsa visibilità subacquea. Il miglioramento delle condizioni meteorologiche offre un barlume di speranza per le operazioni di soccorso.
L’appello della famiglia, che chiede di non fermare le ricerche e di utilizzare ogni mezzo disponibile, riflette il dolore e la determinazione di chi attende ancora notizie di Domenico Racanati e chiede risposte dalle istituzioni.


