Milano, 12 febbraio 2026 – Giuseppe Recchi, presidente di Stretto di Messina S.p.A. e noto manager italiano con una lunga carriera in aziende di rilievo come Eni, Telecom Italia e General Electric, ha rilanciato l’importanza strategica del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Intervenuto all’evento “La Ripartenza” condotto da Nicola Porro, Recchi ha descritto la grande opera come un investimento fondamentale e un polo di eccellenza per l’ingegneria italiana, destinato a diventare la Silicon Valley italiana delle competenze nel settore.
Un investimento strategico e necessario
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Secondo Recchi, è fondamentale mettere in sicurezza il territorio di Niscemi, un piano che, pur essendo stato previsto anni addietro, non è stato mai attuato. Tuttavia, questo non si pone in conflitto con il budget previsto per la realizzazione del ponte: l’opera, che avrebbe potuto essere realizzata già da tempo, oggi è stimata complessivamente intorno ai 13,5 miliardi di euro da impiegare in sette anni, includendo anche lo sviluppo della rete metropolitana che interesserà circa 400mila cittadini.
“Il ponte sullo Stretto rappresenta un investimento utile e che ritornerà allo Stato,” ha sottolineato Recchi, evidenziando anche il costo del non fare, spesso trascurato nei dibattiti pubblici. L’opera non solo faciliterà la mobilità e l’accessibilità tra Sicilia e Calabria, ma potrà stimolare un circolo virtuoso di sviluppo economico e tecnologico.
Un polo di eccellenza per l’ingegneria italiana
Giuseppe Recchi ha descritto il progetto come un’opportunità unica per il nostro Paese, destinata a trasformarsi in un laboratorio di competenze ingegneristiche di livello mondiale: “Il Ponte sarà la Silicon Valley delle competenze dell’ingegneria perché verranno a studiare da tutto il mondo come lo faremo, e le persone che ci lavoreranno avranno una formazione senza precedenti.”
Questa visione si inserisce nella storia personale di Recchi, ingegnere di formazione e manager di successo, che ha guidato importanti realtà industriali e finanziarie italiane e internazionali. La sua esperienza spazia dalla direzione di Eni, dove è stato presidente più giovane dopo il fondatore Enrico Mattei, alla presidenza di Telecom Italia, fino al ruolo di CEO per l’Europa di Affidea, leader nel settore sanitario.
Il progetto del Ponte sullo Stretto, dunque, non rappresenta solo un’opera infrastrutturale ma un simbolo di innovazione e rilancio tecnologico, capace di attirare talenti e investimenti dall’estero, contribuendo a rafforzare la posizione dell’Italia nel panorama globale delle grandi opere e delle competenze ingegneristiche.
L’intervento di Giuseppe Recchi arriva in un momento in cui il dibattito sulle infrastrutture strategiche per il Paese è più acceso che mai, e la sua autorevolezza come manager di spicco conferisce ulteriore peso alla proposta di realizzare un’opera che potrebbe segnare una nuova stagione per il Mezzogiorno e per l’intera economia italiana.




