Roma, 2 febbraio 2026 – La Rai ha inviato una comunicazione interna a Sigfrido Ranucci, noto giornalista e conduttore del programma di inchiesta Report, ricordandogli il rispetto della circolare aziendale che limita la presenza dei dipendenti su altre emittenti o piattaforme concorrenti a una singola partecipazione. La direttiva, introdotta a gennaio 2025, è stata messa in evidenza dopo che Ranucci è stato ospite in tre trasmissioni su La7 – Otto e Mezzo di Lilli Gruber, diMartedì di Giovanni Floris e In Altre Parole di Massimo Gramellini – per promuovere il suo libro Navigare senza paura (Salani).

Le regole Rai e la reazione di Ranucci
In una dichiarazione all’ANSA, Sigfrido Ranucci ha espresso stupore per la comunicazione ricevuta, sottolineando di aver avvisato preventivamente l’azienda delle sue partecipazioni esterne. Pur sorpreso, ha affermato di adeguarsi alle nuove direttive. Il giornalista si sarebbe aspettato invece un riconoscimento per il successo del programma Report, che ha recentemente ricevuto il premio Purgatori e ha confermato il primato negli ascolti nel prime time Rai, in una sfida diretta con Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio.
Da ambienti Rai si precisa che non si tratta di un richiamo né di un provvedimento disciplinare, ma di un semplice invito al rispetto delle regole interne.
Libertà di stampa e minacce al conduttore di Report
Il tema della libertà di stampa in Italia rimane delicato, soprattutto alla luce del grave attentato subito da Ranucci il 16 ottobre 2025, quando un ordigno ha distrutto la sua auto e danneggiato quella della figlia. Le indagini sono ancora in corso, ma il gesto rappresenta un chiaro messaggio intimidatorio nei confronti del giornalista, noto per le sue inchieste su mafia, corruzione e altri scandali di rilievo nazionale.
Secondo una mozione approvata alla Camera nel dicembre 2025, l’attentato a Ranucci è stato definito un attacco grave alle libertà democratiche, sottolineando l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di manifestare il pensiero e di informare senza censure preventive. L’Italia, che si colloca al 49° posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, registra una situazione definita “problematiche”, con crescenti pressioni e minacce verso i giornalisti.
In questo quadro, la limitazione delle apparizioni televisive di Ranucci potrebbe essere vista come parte di un più ampio contesto di regolamentazione interna, nel rispetto delle regole aziendali, ma anche all’interno di un sistema mediatico sotto osservazione per questioni di indipendenza e pluralismo.



