Firenze, 7 aprile 2026 – La procura minorile di Firenze ha avviato un’indagine su un ragazzo di 15 anni residente ad Arezzo, sospettato di aver espresso sui social network un apprezzamento per l’aggressione avvenuta in una scuola della provincia di Bergamo, in cui uno studente di 13 anni ha accoltellato una professoressa. L’accusa contestata al giovane è quella di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, commessa attraverso strumenti informatici.
Indagini coordinate dalla procura minorile e perquisizione domiciliare
Le indagini sono state avviate a seguito di un monitoraggio della Rete effettuato dall’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dai servizi di intelligence interni. Durante gli accertamenti, gli inquirenti hanno individuato un profilo social collegato ad ambienti di estrema destra e suprematisti, sul quale erano stati pubblicati post dal contenuto violento che manifestavano anche un esplicito apprezzamento per l’aggressione del 13enne all’insegnante.
Gli investigatori sono risaliti rapidamente al giovane aretino, che è stato sottoposto a perquisizione domiciliare disposta dal pubblico ministero Filippo Focardi. Nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati il cellulare, una console PlayStation e documenti cartacei contenenti riferimenti a responsabili di efferati omicidi e attentati terroristici.
Un ritratto inquietante del giovane indagato
Dalla perquisizione è emerso un quadro preoccupante. Nel cellulare del ragazzo è stato rinvenuto un video realizzato nella sua abitazione in cui impugna un grosso coltello da cucina e simula fendenti su un cuscino. Inoltre, gli inquirenti hanno rilevato in lui un forte sentimento di disprezzo verso il mondo femminile.






