Parma, 19 gennaio 2026 – Nel corso dell’udienza in Corte d’Assise a Parma, ha suscitato forte emozione la testimonianza della psicoterapeuta Francesca Stefani, incaricata della cura di Chiara Petrolini, la giovane 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i due figli neonati. La specialista ha delineato un quadro psicologico complesso, mettendo in luce le profonde ferite emotive e relazionali che segnano la personalità di Chiara.
Il quadro psicologico di Chiara Petrolini
Francesca Stefani ha spiegato che Chiara manifesta una forte sensibilità alla critica e al giudizio, radicata in traumi infantili. La psicoterapeuta ha ricordato come, già all’età di cinque o sei anni, la nonna imponeva rigide regole comportamentali, generando un contesto estremamente rigido: “Devi dire, non devi dire, devi piangere, non devi piangere”. Questo ha portato a dissociazioni emotive: “Continua a fare la baby sitter e studia, ma un’altra parte emotiva contiene terrore e paura”. Stefani ha definito Chiara come una persona con una personalità molto complessa e fragilità emotiva, caratterizzata da un disturbo di personalità misto, con elementi ossessivi, depressivi e dissociativi, e una compromissione nell’area affettiva. Inoltre, la giovane ha difficoltà a descrivere le proprie emozioni e desideri dal punto di vista cognitivo.
Quando la psicoterapeuta ha citato la figura della nonna, Chiara, presente in aula, si è commossa, segno della partecipazione emotiva al percorso terapeutico intrapreso dal 2 settembre 2024.






