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Home Cronaca

Proposta di legge “Noemi Durini”: stop ai permessi premio per i condannati di femminicidio

La proposta di legge "Noemi Durini", sostenuta dalla madre della vittima e da un’avvocata, punta a escludere benefici penitenziari per chi si macchia di femminicidio

by Alessandro Bolzani
5 Febbraio 2026
Delle scarpe rosse, simbolo della violenza sulle donne

Delle scarpe rosse, simbolo della violenza sulle donne | Pixabay @Luca - Alanews.it

Lecce, 5 febbraio 2026 – È stata annunciata la presentazione, prevista per il 23 febbraio prossimo presso la Corte di Cassazione, della proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Noemi Durini”, che mira a vietare i permessi premio a chi è detenuto per reati efferati come il femminicidio. L’iniziativa è promossa da Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (Lecce) uccisa nel 2017 dal fidanzato Lucio Marzo, all’epoca minorenne, insieme all’avvocata Valentina Presicce.

Noemi Durini e la proposta di legge “Noemi Durini”

La vicenda di Noemi Durini, scomparsa il 3 settembre 2017 e ritrovata morta dieci giorni dopo sotto un cumulo di pietre in una campagna di Castrignano del Capo, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. L’autopsia ha confermato che Noemi era ancora viva quando fu sepolta, dopo essere stata accoltellata alla testa. Il suo assassino, Lucio Marzo, condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione, ha potuto usufruire di permessi premio che hanno suscitato indignazione, tra cui la possibilità di uscire dal carcere per andare allo stadio, incontrare una ragazza conosciuta sul lavoro e votare alle elezioni politiche del 2022.

Imma Rizzo denuncia che “siamo noi familiari delle vittime a vivere il vero ergastolo in vita” e sottolinea che “a chi si macchia di reati così efferati non devono essere concessi benefici di pena”. L’avvocata Presicce avverte del rischio concreto che la valutazione della pericolosità del detenuto, oggi limitata a un anno e basata su criteri non sempre rigorosi, possa portare a concessioni di permessi ingiustificati, come già accaduto nell’Istituto penale minorile di Cagliari Quartucciu dove Marzo era detenuto.

Critiche e appelli contro i permessi premio

La famiglia di Noemi ha preso posizione con fermezza contro il sistema penitenziario che consente tali benefici, ritenendo che “lo Stato dovrebbe garantire una giustizia concreta per la sicurezza delle donne e delle famiglie e non concedere permessi a chi ha commesso femminicidio”. L’avvocata Presicce ha chiesto anche la perdita del diritto di voto per chi commette omicidi, anche se minorenne. La proposta di legge popolare intende quindi porre un freno a una situazione che, secondo i promotori, rappresenta una “vera ingiustizia” e che “non riguarda solo il caso di Lucio Marzo, ma anche altri assassini che hanno continuato a delinquere grazie ai benefici penitenziari”.

In vista della presentazione ufficiale, Imma Rizzo rivolge un appello ai cittadini affinché sostengano la raccolta firme necessaria per l’iter legislativo, convinta che Noemi e le altre vittime di femminicidio “oggi griderebbero: basta premi per i nostri assassini”.

Tags: femminicidi

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