Milano, 29 gennaio 2026 – La Procura di Milano ha ampliato le indagini nell’ambito del noto caso Corona Signorini, ipotizzando il reato di ricettazione oltre a quello di diffamazione aggravata. Al centro dell’inchiesta, nata dalla denuncia dei legali di Alfonso Signorini, vi è il format “Falsissimo” di Fabrizio Corona, trasmesso su YouTube, piattaforma di proprietà di Google.
Caso Corona Signorini, nuovi sviluppi sull’inchiesta: ipotesi di ricettazione
La Procura milanese, guidata dai pm Mannella e Gobbis, sta valutando la possibile responsabilità di Google, sia nella sua sede italiana che a livello europeo (Google Ireland), per la pubblicazione e diffusione delle puntate di “Falsissimo”. Si ipotizza che il colosso del web possa aver ricevuto e messo a disposizione contenuti provenienti da illeciti, configurando così il reato di ricettazione, che punisce chi beneficia di materiale illecito per ottenere un profitto.
La contestazione si inserisce in un quadro più ampio che vede Fabrizio Corona indagato anche per revenge porn, a causa della diffusione non autorizzata di chat e immagini private mostrate nei video. Nel frattempo, l’istanza cautelare presentata dagli avvocati di Signorini mira a bloccare la messa in onda di nuove puntate del format web, che contengono pesanti accuse rivolte al conduttore e direttore editoriale della rivista Chi.

Indagini parallele su presunti abusi e ricatti
Parallelamente, la stessa Procura sta lavorando su un altro filone che riguarda le denunce di abusi e ricatti mosse dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip, il modello Antonio Medugno, nei confronti di Alfonso Signorini. Le indagini coinvolgono anche il materiale sequestrato dai dispositivi di Fabrizio Corona e altri strumenti digitali, puntando a chiarire la dinamica dei presunti fatti illeciti.






