Roma, 2 febbraio 2026 – Si è svolta oggi presso la Prima Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo a carico di Francis Ford Kaufmann, imputato per il duplice omicidio avvenuto a Villa Pamphili, con la morte della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda, entrambe trovate senza vita lo scorso 7 giugno. L’udienza è stata segnata dalla richiesta della difesa di una perizia psichiatrica sull’imputato, che, secondo l’avvocato Paolo Foti, non sarebbe nelle condizioni di sostenere il giudizio.

La richiesta di perizia psichiatrica per Kaufmann
Durante l’udienza, l’avvocato difensore di Kaufmann ha sottolineato che le condizioni mentali del suo assistito si sono notevolmente deteriorate negli ultimi mesi, al punto da renderlo incompatibile con la partecipazione al processo. La Procura di Roma si è opposta a tale istanza, ritenendo che non sussistano i presupposti per disporre la perizia. I giudici hanno deciso di riservarsi una decisione definitiva, rimandandola all’acquisizione del diario clinico dell’imputato, che potrebbe fornire ulteriori elementi per valutare lo stato mentale di Kaufmann.
Svolgimento dell’udienza e dettagli sull’accusa
Francis Ford Kaufmann è comparso in aula con un aspetto curato ma insolito, presentandosi con il nome di Rexal Ford. Le accuse a suo carico includono il duplice omicidio aggravato e l’occultamento di cadavere. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha precisato che, se l’uccisione di Anastasia fosse avvenuta dopo il 17 dicembre, sarebbe stata contestata l’aggravante del femminicidio. Tra i testimoni della parte accusatoria figurano numerosi cittadini e operatori di polizia giudiziaria che, nei mesi tra aprile e giugno dello scorso anno, hanno avuto contatti con Kaufmann, con Anastasia e con la bambina Andromeda. Il comportamento di Kaufmann, descritto come “esuberante”, è stato notato da vari testimoni, al punto da essere fotografato da passanti.
Inoltre, è emerso che, poco dopo l’omicidio di Anastasia, Kaufmann aveva tentato di contattare agenzie di baby modelling per far lavorare la figlia, dimostrando una volontà di sfruttamento economico della bambina. L’uomo aveva anche cercato finanziamenti da amici e parenti mentre progettava la fuga da Roma.
Parti civili e associazioni ammesse al processo
I giudici hanno autorizzato la costituzione di parte civile da parte dei genitori di Anastasia e di numerose associazioni che si occupano di tutela delle vittime e di prevenzione della violenza sulle donne, tra cui Differenza Donna, Telefono Rosa, Per Marta e per Tutte, Insieme a Marianna e l’Associazione Italiana Vittime Vulnerabili di Reato. Queste organizzazioni seguiranno il processo con attenzione, richiamando l’attenzione sull’importanza di contrastare il fenomeno del femminicidio e di proteggere le vittime vulnerabili.
Il dibattimento proseguirà nei prossimi mesi, con l’acquisizione di ulteriori prove e testimonianze, nonché con la decisione della Corte sulla richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa.


