Roma, 19 gennaio 2026 – Si è svolta ieri, presso la sala bunker del carcere di Rebibbia, un’udienza cruciale nel processo per il femminicidio di Ilaria Sula, la giovane studentessa di Terni uccisa lo scorso marzo a Roma. L’avvocato Giuseppe Sforza, legale della famiglia Sula, ha commentato a margine dell’udienza: “Oggi è stata dedicata esclusivamente all’esame dell’ingegner Perri, consulente del pubblico ministero, che ha realizzato una copia forense di tutti i dati riscontrati nei telefoni di Ilaria e dell’imputato, Mark Antony Samson”.
Nuovi elementi tecnici rafforzano il quadro accusatorio

L’esame delle prove digitali ha rivelato dettagli inquietanti, che contribuiscono a delineare un quadro di responsabilità “già granitico”, secondo il legale della famiglia Sula. Il consulente tecnico ha effettuato una ricostruzione dettagliata e precisa, mostrando come Samson avesse accesso agli account social di Ilaria Sula, monitorandone costantemente le attività, in particolare sui profili Instagram e Tinder. L’avvocato Sforza ha sottolineato la chiarezza con cui il consulente ha spiegato aspetti tecnici complessi, rendendoli comprensibili anche a chi non è esperto in materia.
Tra le aggravanti contestate vi è anche la premeditazione, su cui la difesa della famiglia Sula si dice “convinta e determinata”. “Sarà il tribunale a giudicare, ma da parte nostra si conferma tutto, grazie anche all’operato di consulenti di assoluto livello e attendibilità”, ha aggiunto l’avvocato.
La madre dell’imputato patteggia per occultamento di cadavere
Parallelamente al processo per il femminicidio, si è concluso con una condanna a due anni con sospensione condizionale il procedimento a carico di Nosr Manlapaz, madre di Mark Antony Samson, giudicata colpevole di aver aiutato il figlio a nascondere il corpo senza vita di Ilaria. La donna ha patteggiato la pena, come deciso dal giudice pochi giorni fa.
Il giovane imputato ha confessato l’omicidio volontario, aggravato dalla relazione affettiva con la vittima e dai futili motivi. Le indagini svolte dalla polizia hanno inoltre recuperato videoregistrazioni dalla dash cam dell’auto di Samson, trasmesse in aula come prova. L’omicidio è avvenuto nell’abitazione di via Homs, quartiere Africano, alla presenza dei genitori del 23enne, che al momento non risultano indagati.
Il processo a Mark Antony Samson, che si è aperto ufficialmente lo scorso novembre, proseguirà con l’analisi di tutte le prove raccolte, mentre la famiglia Sula continua a chiedere giustizia per la tragica perdita di Ilaria. La comunità accademica e studentesca, così come molte realtà del Lazio, si sono mobilitate in memoria della giovane, ribadendo la necessità di un impegno concreto nella lotta contro la violenza di genere.
Fonte: Pasquale Luigi Pellicone - Femminicidio Ilaria Sula, il legale: "Da ricostruzione molteplici aggravanti"




