Città del Vaticano, 5 febbraio 2026 – Nel corso dell’udienza odierna del processo di appello sui fondi riservati della Segreteria di Stato vaticana, il cardinale Angelo Becciu è stato al centro di un acceso dibattito legale, con i suoi avvocati che hanno denunciato violazioni del diritto di difesa. Il processo, presieduto dall’arcivescovo spagnolo monsignor Alejandro Arellano Cedillo, decano della Rota Romana e presidente della Corte di appello vaticana, ha visto un’improvvisa chiusura del dibattimento e l’annullamento dell’udienza prevista per domani, mentre la Corte si riserva di deliberare sulle questioni sollevate.
Processo Becciu, le accuse di violazione dei diritti di difesa
Gli avvocati del cardinale Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, hanno espresso in aula la loro contrarietà alle modalità processuali, sottolineando che sin dall’inizio sono state rilevate chiare violazioni del diritto di difesa, nonostante non si sia ancora entrati nel merito delle accuse. La loro posizione è che il processo abbia presentato irregolarità significative, tali da richiedere l’annullamento del procedimento di primo grado. Tali eccezioni sono state dettagliatamente discusse nelle ultime tre udienze e saranno oggetto di ordinanza da parte della Corte.
Durante le controrepliche, anche altre difese hanno manifestato dubbi sulla correttezza del processo, con l’avvocato Giuseppe Di Sera, legale di Cecilia Marogna, che ha definito il procedimento non conforme a un giusto processo, posizione condivisa dagli avvocati di altri imputati, quali Tommaso Di Ruzza, Renè Bruelhart e Nicola Squillace.
Il ruolo della Corte di appello vaticana e le prossime mosse
Il presidente della Corte di appello, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, ha annunciato la chiusura anticipata del dibattimento dopo le controrepliche, riservandosi di pronunciarsi su diverse richieste sollevate dalle parti, tra cui:
- la nullità del processo di primo grado;
- l’acquisizione degli atti relativi all’inchiesta italiana sul caso Striano;
- la valutazione sulle chat e sugli omissis che coinvolgono alcuni testimoni e membri della Gendarmeria vaticana.
Le parti civili, rappresentate, tra gli altri, dall’avvocato Elisa Scaroina per la Segreteria di Stato, hanno invece sottolineato l’importanza della segretezza in alcune fasi dell’indagine, rimarcando che la pubblicazione di alcuni rescritti avrebbe potuto compromettere le investigazioni in corso, specialmente quelle relative alla denuncia dello Ior.
L’udienza di domani è stata quindi annullata in attesa delle decisioni della Corte, che dovrà emettere una ordinanza sulle molteplici questioni processuali sollevate, segnando una tappa cruciale nel procedimento che coinvolge il cardinale Becciu.
