Velletri, 23 settembre 2025 – Nel carcere di Velletri si è tenuta la prima edizione di Prison Got Talent, un innovativo talent show che ha visto i detenuti esibirsi in musica, teatro e altre performance artistiche, trasformando per una sera l’atmosfera della casa circondariale. L’evento, promosso dalla direttrice Anna Maria Gentile, ha dato spazio a nuove forme di espressione e rappresenta un esempio concreto di iniziativa rieducativa e culturale all’interno del sistema penitenziario.
Prison Got Talent: un palcoscenico di speranza
I concorrenti si sono sfidati con entusiasmo e talento davanti a una giuria composta da esperti del settore e personalità come Rossella Brescia e Lavinia Fiorani. La vittoria è andata a Tommaso, 38 anni, detenuto nella sezione “reati comuni”, che ha conquistato il pubblico e i giudici con una toccante interpretazione di “Ultimamente” di Alex Baroni, accompagnata da un brano originale. “Alzare una coppa qui dentro è un’emozione che non dimenticherò mai”, ha dichiarato il vincitore.

Al secondo posto, ex aequo, si sono classificati Aliu con una poesia rap e Roberto, cantastorie della struttura, mentre al terzo posto hanno condiviso il podio Andrea con la break-dance e un altro Andrea con una dimostrazione di karate, disciplina che pratica da anni.
Il talent show come strumento di rieducazione e inclusione
L’evento ha rappresentato molto più di una semplice gara: è stata una vera e propria esperienza di comunità e collaborazione tra detenuti, personale penitenziario e artisti. La direttrice Gentile ha sottolineato come “la collaborazione sia essenziale per realizzare iniziative di questo tipo”. Anche la Polizia penitenziaria ha avuto un ruolo fondamentale nel supporto tecnico e motivazionale durante i mesi di preparazione.
Il Ministero della Giustizia ha accolto con interesse il progetto, valutando la possibilità di trasformare Prison Got Talent in un format televisivo da replicare in altri istituti penitenziari italiani. L’obiettivo è valorizzare i talenti artistici come strumento di rieducazione, offrendo ai detenuti un’occasione di riscatto e crescita personale.
L’importanza delle attività culturali nel carcere di Velletri
In un contesto carcerario spesso segnato da difficoltà come il sovraffollamento e il disagio psichico, iniziative come questa dimostrano il valore di stimoli culturali e ricreativi per migliorare la qualità della vita dei detenuti. Tommaso ha espresso il desiderio che tali progetti aumentino, perché “esercitarsi e scoprire dentro di sé motivazioni e qualità è ciò che riempie le giornate e salva il futuro”.






