Roma, 1 gennaio 2026 – Lavinia, Ottavia, Jiayi e Luca sono i primi nati del nuovo anno alla Casa di Cura Santa Famiglia di Roma, segnando un inizio d’anno ricco di vita e speranza. Alle prime ore del 2026, il reparto maternità della struttura capitolina ha visto la nascita simultanea di due gemelle, seguite da due fratellini, tutti in ottime condizioni di salute grazie alla professionalità dell’équipe medica.
I primi nati del 2026 alla Casa di Cura Santa Famiglia

Esattamente allo scoccare della mezzanotte, nelle sale parto della Casa di Cura Santa Famiglia, sono nate in contemporanea due bambine: Lavinia, con un peso di 3200 grammi, e Ottavia, leggermente più grande con 3230 grammi. Pochi minuti dopo, in un’altra sala parto, la coppia cinese Zheng Si e Wu Tingting ha accolto il loro secondogenito, Jiayi, che pesa anch’egli 3200 grammi. In seguito è arrivato anche Luca, di 3370 grammi, secondogenito di Concetta Monteleone e Mohamed Mirzaei.
Tutti i neonati e le mamme sono in buona salute e seguiti con attenzione dall’équipe medica guidata dal dottor Luca Cipriano, accompagnato dal direttore operativo Manuela De Fabiis, dall’ostetrica responsabile del blocco parto Marisa Gianfrancesco e dal dottor Matteo Moretti.
Una nascita simbolica per la famiglia di Lavinia
Per Camilla Carosi e Marco Palombi, rispettivamente 39 e 38 anni, residenti a Colleferro, la nascita della piccola Lavinia rappresenta un momento di profonda rinascita. Dopo un percorso difficile per arrivare alla gravidanza e aver vissuto eventi familiari dolorosi negli anni precedenti, il primo giorno dell’anno assume un significato speciale per la coppia. “Se vuoi che accada un miracolo, devi prima sognarlo”, hanno commentato con emozione i neo genitori.
Il nome Lavinia richiama alla tradizione mitologica romana: nella leggenda, Lavinia è la principessa italica figlia del re Latino, nota soprattutto per essere la seconda moglie di Enea, eroe troiano e fondatore mitico di Roma. La sua storia è narrata nell’“Eneide”, poema epico di Virgilio del I secolo a.C., dove Lavinia simboleggia la nascita di una stirpe eroica e la fondazione di una civiltà. Questa scelta di nome sembra dunque un omaggio a radici culturali profonde, che uniscono passato e futuro attraverso la vita stessa.
Il neonato Jiayi, dal nome cinese, rappresenta invece un ponte con la comunità asiatica residente in Italia. Jiayi Geng, giovane ricercatrice cinese presso l’Università di Bologna, testimonia come l’Italia sia sempre più un paese multiculturale e accogliente.
In questo primo giorno del 2026, il reparto maternità della Casa di Cura Santa Famiglia si conferma luogo di accoglienza e speranza, dove ogni nascita è una promessa di futuro e continuità.





