Ancona, 3 aprile 2026 – Le sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche per problemi di conservazione saranno destinate a studi scientifici volti a migliorare la sicurezza delle trasfusioni. La decisione, comunicata nei giorni scorsi, ha suscitato una reazione da parte del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha sottolineato come questo tipo di percorso “doveva essere fatto prima”.
Plasma inutilizzabile e utilizzo per test sulla sicurezza trasfusionale
Le sacche di plasma, raccolte dall’Officina trasfusionale dell’ospedale Torrette di Ancona, saranno inviate al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci (Cncf) dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il Cncf, che da anni collabora con il Centro nazionale sangue (CNS), si occupa di mettere a punto i saggi di controllo per identificare agenti infettivi trasmissibili attraverso le donazioni di sangue. Questi test sono fondamentali per garantire l’affidabilità delle analisi condotte nei laboratori di tutta Italia.
La direttrice del Centro nazionale sangue, Luciana Teofili, ha evidenziato che destinare il plasma inutilizzabile a fini scientifici rappresenta “un profondo rispetto verso il gesto del dono e i donatori”. Le sacche saranno utilizzate per sviluppare preparazioni di riferimento e pannelli destinati ai programmi di valutazione esterna della qualità, che supportano i servizi trasfusionali italiani nel monitoraggio e nella validazione dei test di screening.
La posizione di Acquaroli e il ruolo delle strutture regionali
A margine di una conferenza stampa, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha commentato la decisione affermando che “questo percorso, e spero che la commissione riesca a chiarirlo, doveva essere e poteva essere fatto anche precedentemente”. Acquaroli ha ricordato l’esistenza di organismi interregionali preposti a garantire che il sangue raccolto non venga utilizzato in modo improprio.
Il trasferimento delle unità di plasma all’Iss avverrà nei prossimi giorni, in accordo con la Struttura regionale di coordinamento della Regione Marche, che ha proposto l’utilizzo delle sacche a fini scientifici. Il progetto, in collaborazione con il Centro nazionale sangue, mira a fornire strumenti affidabili per la verifica continua della qualità dei test impiegati nel sistema trasfusionale nazionale.
Il consenso espresso dai donatori permette inoltre che alcune componenti del sangue possano essere impiegate per scopi diversi dalla trasfusione clinica, come appunto i programmi di qualificazione biologica necessari per garantire la sicurezza trasfusionale.
Per approfondire: Spreco di plasma a Torrette, indagine della Procura e accertamenti interni all’AOUM




