RIMINI, 28 MARZO 2026 – Si avvicina un momento cruciale nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata 78enne uccisa con 29 coltellate lo scorso 3 ottobre 2023 a Rimini. La Corte di Assise presieduta dal giudice Fiorella Casadei ha infatti fissato per il prossimo lunedì 30 marzo un’udienza aggiuntiva, inizialmente non calendarizzata, in cui potrebbe essere ascoltato Louis Dassilva, unico imputato per il delitto.
Caso Pierina Paganelli: udienza straordinaria e possibile testimonianza di Dassilva
L’udienza del 30 marzo si aprirà con l’audizione dell’ultimo teste della parte civile e proseguirà con l’esame dell’imputato, assistito dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. Dopo Dassilva, saranno sentiti un’altra teste e il consulente della difesa. I legali hanno lavorato intensamente in carcere con Dassilva per preparare la sua deposizione. L’uomo, 35enne senegalese, è detenuto nel carcere di Rimini dal 16 luglio 2024, dopo essere stato arrestato a seguito di un interrogatorio iniziale in cui si era avvalso della facoltà di non rispondere. Solo dopo la confessione della nuora della vittima, Manuela Bianchi, con cui Dassilva aveva una relazione clandestina, l’imputato ha iniziato a comunicare con la Procura.
Le contestazioni della Cassazione e il ruolo di Manuela Bianchi
Recentemente la Cassazione ha contestato alcuni aspetti dell’accusa contro Dassilva, in particolare il movente ritenuto “monco e slabbrato”, e ha disposto una nuova valutazione per la sua eventuale scarcerazione da parte del Tribunale del Riesame di Bologna entro 15 giorni. Le motivazioni depositate hanno confermato la necessità di rivalutare le prove a disposizione, soprattutto riguardo a un video che avrebbe inquadrato Dassilva la sera del delitto, ma che secondo una perizia tecnica potrebbe non ritrarre l’imputato.
Nel frattempo, emerge un nuovo elemento indiziario: l’audio di una telecamera vicina alla scena del crimine in un garage, che documenterebbe una conversazione tra Manuela Bianchi e Dassilva pochi minuti dopo il ritrovamento del cadavere. La nuora della vittima ha confermato durante l’incidente probatorio, durato tre giorni, di aver incontrato l’amante e di aver ricevuto da lui precise istruzioni su come comportarsi prima di chiamare i soccorsi. Questo racconto è stato ritenuto credibile dai giudici, che hanno respinto le accuse della difesa circa una presunta mendacità di Bianchi.






