Roma, 15 gennaio 2026 – Sono in corso perquisizioni nella sede del Garante per la protezione dei dati personali (privacy), situata a Piazza Venezia 11, a seguito di un’indagine che ha coinvolto il presidente Pasquale Stanzione. Le attività investigative, avviate dopo la diffusione di un servizio critico da parte della trasmissione Report nel novembre 2025, hanno portato al sequestro di telefoni cellulari e computer per approfondire le accuse di possibili conflitti di interesse e rapporti professionali incompatibili con il ruolo istituzionale.
Il ruolo e le funzioni del Garante Privacy
Il Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) è un’autorità amministrativa indipendente istituita nel 1996 con il compito di garantire il rispetto della privacy e dei diritti fondamentali nel trattamento dei dati personali.
Il Garante, che opera anche in ambito europeo per l’attuazione del GDPR, ha poteri di controllo, autorizzazione e consulenza volti a prevenire trattamenti illeciti e a tutelare cittadini e organizzazioni. Tra i suoi ambiti di intervento vi sono la lotta al revenge porn, la regolamentazione delle telefonate indesiderate e la prevenzione del cyberbullismo, con un’attenzione crescente alle nuove sfide digitali.
Profilo di Pasquale Stanzione
Presidente del Garante dal 29 luglio 2020, Pasquale Stanzione è un giurista di grande esperienza, laureato con lode in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Prima di assumere la guida del GPDP, ha svolto una lunga carriera accademica come professore ordinario di Istituzioni di diritto privato all’Università di Salerno, dove è stato anche preside della Facoltà di Giurisprudenza dal 2000 al 2008. Stanzione ha ricoperto ruoli importanti come componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e giudice tributario. È inoltre autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche nel campo del diritto privato, con particolare attenzione alla tutela della persona e delle categorie vulnerabili.
Nel corso del mandato, Stanzione ha promosso iniziative per migliorare la conoscenza dei diritti digitali e la trasparenza nell’uso dei dati personali. Tuttavia, il recente servizio televisivo ha sollevato dubbi sulla sua condotta che ora sono oggetto di verifica da parte delle autorità competenti. L’inchiesta rappresenta un momento delicato per l’istituzione che, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, deve garantire la massima imparzialità e trasparenza nell’esercizio delle proprie funzioni.
Garante Privacy, le accuse e il contesto delle indagini
Secondo quanto emergerebbe dal decreto di perquisizione, gli indagati avrebbero omesso di applicare sanzioni concrete a Ita Airways, nonostante il riscontro di irregolarità formali e procedurali nel trattamento dei dati personali. La società di volo, al centro dell’attenzione, aveva come responsabile della protezione dei dati un avvocato partner di uno studio legale legato alla moglie di uno degli indagati. In cambio, i membri del Garante avrebbero ricevuto le tessere “Volare” come forma di corruzione.
Oltre a questo, il capo di imputazione per peculato riguarda la presunta appropriazione indebita di risorse pubbliche tramite rimborsi per spese non inerenti al mandato istituzionale, nonché l’utilizzo improprio dell’auto di servizio per scopi personali.
Collegamenti con indagini giornalistiche e sanzioni
L’inchiesta è scaturita anche a seguito delle segnalazioni emerse dai servizi del programma televisivo Report, condotto da Sigfrido Ranucci, noto giornalista d’inchiesta. Ranucci ha riferito sui social network che le ispezioni riguardano le spese di rappresentanza del collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il lancio del modello di smart glasses “Ray-Ban Stories”. Tali elementi hanno spinto la procura ad approfondire le verifiche sull’operato del Garante Privacy.
Il ruolo del Garante, istituito per vigilare sulla corretta gestione dei dati personali e sulla tutela della privacy secondo le normative vigenti, è al centro di un’indagine che mette in discussione la trasparenza e l’etica dell’ente. L’attuale presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e il collegio sono chiamati ora a fare chiarezza sulle contestazioni.
Le indagini proseguono sotto la supervisione della magistratura romana, mentre il Garante resta un organismo essenziale nel panorama della protezione dei dati personali in Italia, con compiti che spaziano dal controllo alla promozione di codici di condotta e dall’esame di reclami alla collaborazione con istituzioni nazionali ed europee.






