Milano, 21 marzo 2026 – In vista delle vacanze di Pasqua, il conflitto in Iran ha avuto un impatto significativo sulle scelte di viaggio degli italiani. Un’indagine commissionata da Facile.it e condotta dagli istituti mUp Research e Norstat tra il 16 e il 19 marzo 2026 rivela che circa 4 milioni di italiani hanno modificato i propri programmi pasquali a causa della situazione di instabilità in Medio Oriente.
Cambiamenti nelle scelte di viaggio: rinunce e nuove destinazioni
Dall’indagine emerge che circa 2,9 milioni di italiani hanno deciso di rinunciare completamente al viaggio, mentre poco meno di 920 mila hanno optato per un cambio di destinazione. Tra chi ha modificato la meta, la scelta principale è ricaduta sull’Italia, seguita da destinazioni europee più vicine. Le altre mete, comprese quelle più lontane o ancora da definire, risultano significativamente meno frequentate.
Secondo Facile.it, la preferenza per destinazioni a corto e cortissimo raggio è dettata anche da motivazioni economiche legate all’aumento dei costi, in particolare quelli del carburante. L’8% di chi ha cambiato destinazione ha indicato esplicitamente il rincaro dei prezzi come causa principale della decisione.
L’incidenza della guerra in Iran sulle assicurazioni viaggio
L’indagine fa emergere anche il tema delle assicurazioni viaggio in un contesto di conflitto armato. Gli esperti sottolineano che la guerra in genere rappresenta una causa di esclusione nelle polizze standard. Questo implica che le assicurazioni non coprono i viaggiatori che decidono di recarsi in Paesi segnalati come non sicuri dalla Farnesina o dal portale Viaggiare Sicuri.
In caso di cancellazione del volo da parte delle compagnie aeree, la responsabilità ricade sul vettore, che deve offrire soluzioni alternative o il rimborso del biglietto. Tuttavia, le assicurazioni generalmente non intervengono in tali circostanze, salvo polizze parametriche specifiche. Se invece il viaggiatore rinuncia volontariamente per timori personali, la copertura annullamento è valida solo se esistono cause documentabili come problemi di salute o esigenze lavorative.
Infine, alcune compagnie prevedono rimborsi se l’avviso ufficiale di pericolo arriva entro un certo intervallo prima della partenza, mentre la copertura resta attiva se il conflitto scoppia quando il viaggiatore è già sul posto. In alcune situazioni eccezionali, come quella attuale in Iran, alcune assicurazioni hanno esteso gratuitamente la copertura fino al rientro degli assicurati.






