Città del Vaticano, 11 gennaio 2026 – Nel corso della celebrazione per gli 800 anni della cattedrale di Saint-Michel-et-Gudule a Bruxelles, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato emerito della Santa Sede, ha offerto una riflessione profonda sul momento attuale dell’Europa. L’Europa oggi vive un periodo segnato da fragilità, divisioni e fratture non solo politiche o sociali ma anche storiche e culturali, ha affermato nell’omelia, sottolineando come tali difficoltà spingano il continente a riscoprire le sue radici e origini.
Parolin richiama l’importanza delle radici cristiane dell’Europa
Il cardinale Parolin ha richiamato l’importanza delle origini cristiane dell’Europa, evidenziando che esse insegnano come “la dignità della persona precede ogni calcolo, che la giustizia cresce includendo e non separando, che la pace consiste nel rispetto degli altri e non nel mantenimento di un equilibrio tra le due parti”. Ha descritto questi valori come una proposta sobria ma decisa, non imposta, ma capace di illuminare le coscienze. La Chiesa, ha precisato, non offre soluzioni tecniche ai problemi europei, ma propone valori umani essenziali che possono guidare verso la riconciliazione e l’unità.
La sfida della Chiesa e il ruolo dei giovani per la pace
Il porporato ha indicato una delle sfide più grandi per la Chiesa contemporanea: non tanto la perdita di numeri, quanto il rischio di diventare insignificante per la mancanza di audacia evangelica. “Una Chiesa si indebolisce quando cessa di essere quella che dà sapore, la luce che illumina, il lievito che fa crescere”, ha spiegato. In questo contesto, emerge con forza il ruolo dei giovani come artigiani di pace con coraggio, un tema ribadito recentemente durante il Forum interreligioso per la pace nei Balcani a Capodistria. Secondo gli interventi dei rappresentanti ecclesiastici, i giovani sono chiamati a superare divisioni storiche e culturali per costruire un’amicizia sociale fondata sui valori condivisi di amore, giustizia, solidarietà e dignità, camminando verso il bene comune attraverso il dialogo e la responsabilità.
Questi temi sono stati ulteriormente sviluppati in diverse occasioni, come la Conferenza sulla Lettera Enciclica “Fratelli tutti”, dove il cardinale Parolin ha sottolineato come la fraternità debba permeare le relazioni internazionali, promuovendo il dialogo perseverante e coraggioso come strumento fondamentale per superare conflitti e costruire una pace duratura.




