Roma, 10 aprile 2026 – Nel corso di un incontro con dirigenti e dipendenti dell’INPS, Papa Leone XIV ha sottolineato la necessità di affrontare con urgenza la questione della disuguaglianza economica, definendo “ingiusta la concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi” e auspicando una più equa redistribuzione della ricchezza a livello globale.
La posizione di Papa Leone XIV sulla disuguaglianza economica
Il pontefice, che è il 267º papa della Chiesa cattolica e ha assunto il pontificato l’8 maggio 2025, ha evidenziato come nel mondo, nonostante l’esistenza di una grande quantità di ricchezza complessiva, centinaia di milioni di persone siano ancora immerse nella povertà estrema, prive di bisogni fondamentali quali cibo, alloggio, assistenza sanitaria, istruzione, elettricità e acqua potabile. “È uno scenario ingiusto, di fronte al quale non possiamo non interrogarci e non impegnarci a cambiare le cose”, ha affermato Leone XIV.
Il Papa ha inoltre ribadito che la radice di tali disparità non è la mancanza di risorse, bensì la loro distribuzione iniqua, che richiede interventi mirati per garantire un sistema più equo e sostenibile.
Il ruolo dell’INPS nel promuovere l’equità sociale
Rivolgendosi specificamente al contesto italiano, Papa Leone XIV ha riconosciuto il ruolo cruciale dell’INPS nell’attuazione di politiche previdenziali che tutelano i più deboli e favoriscono lo sviluppo sociale, soprattutto degli investimenti rivolti ai giovani. Ha richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere un equilibrio tra la sostenibilità del sistema previdenziale e la salvaguardia del tessuto solidaristico e dell’equità, sia in ambito pensionistico che lungo tutto il percorso professionale del lavoratore.
Il Pontefice ha sottolineato come i modelli lavorativi del XX secolo, caratterizzati da carriere lineari e posti di lavoro stabili, siano stati profondamente mutati da fenomeni quali la finanziarizzazione delle imprese, la globalizzazione della produzione, i costi del lavoro e, non ultimo, l’avanzamento tecnologico con l’impatto dell’intelligenza artificiale. Tali cambiamenti hanno portato a una maggiore precarietà e a forme di lavoro più ibride e variabili, richiedendo nuove risposte da parte dello Stato e degli enti previdenziali.
Concludendo il suo discorso, Papa Leone XIV ha ripreso le parole di Papa Francesco, esortando a non dimenticare mai la centralità dell’uomo, “lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non può”, in un impegno costante a sostenere i più vulnerabili e a garantire a tutti la dignità.






