Roma, 3 aprile 2026 – Alla vigilia della Pasqua, il Papa Leone XIV ha intensificato i suoi appelli per la pace, in un momento in cui molte parti del mondo celebrano la festività sotto la minaccia delle armi e del conflitto. In una giornata ricca di contatti diplomatici, il Pontefice ha ribadito l’urgenza di porre fine alle guerre che affliggono diverse regioni, a partire dal Medio Oriente fino all’Ucraina.
Il messaggio di pace di Papa Leone XIV nella Via Crucis al Colosseo
La tradizionale Via Crucis al Colosseo, celebrata nel cuore di Roma, ha assunto quest’anno un significato particolarmente intenso. Per la prima volta, il Papa ha portato la croce in tutte e quattordici le stazioni, un gesto simbolico che unisce la preghiera a un forte appello per la pace. Nel testo preparato da padre Francesco Patton, ex Custode di Terra Santa, si sottolinea la responsabilità morale di chi esercita il potere: “Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto, primo tra tutti il potere di avviare una guerra o di terminarla.”
Durante la cerimonia del Venerdì Santo, Papa Leone XIV si è prostrato a terra e ha baciato la croce scalzo, un segno di penitenza e di supplica per la fine delle ingiustizie nel mondo. Le immagini delle guerre attuali – dai massacri alle madri che piangono i figli, dai bambini privati della loro infanzia – hanno scandito tutto il percorso della Via Crucis, facendo emergere con forza la sofferenza vissuta soprattutto nella Terra Santa e in altre zone di conflitto.
Contatti diplomatici intensificati: colloqui con Herzog e Zelensky
La giornata del Papa è iniziata con due importanti telefonate. Il primo interlocutore è stato il presidente di Israele, Isaac Herzog, con cui Leone XIV ha ribadito la necessità di riaprire tutti i canali di dialogo diplomatico per porre fine al conflitto in Medio Oriente, auspicando una pace giusta e duratura. Nel corso della conversazione, come riportato dal Vaticano, si è posto l’accento sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di rispettare il diritto internazionale e umanitario.
Dal canto suo, Herzog ha sottolineato la minaccia rappresentata dagli attacchi missilistici lanciati dal regime iraniano e dai suoi proxy terroristici, ricordando in particolare i recenti attacchi missilistici su Gerusalemme che hanno colpito aree sacre per cristiani, musulmani ed ebrei.
Il Papa ha inoltre avuto un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, che lo ha ringraziato e invitato a visitare Kiev. Durante la conversazione, Leone XIV ha riaffermato la sua vicinanza al popolo ucraino e si è discusso degli sforzi per promuovere iniziative umanitarie, in particolare per la liberazione dei prigionieri.
In questo quadro, l’impegno di Papa Leone XIV si manifesta con un forte richiamo morale rivolto a tutti i leader mondiali: “Basta conflitti, ne risponderete a Dio”, un monito che risuona nel cuore della Settimana Santa e che intende spronare a mettere fine a sofferenze e distruzioni.





