Algeri, 13 aprile 2026 – In un momento storico segnato da molteplici conflitti e tensioni internazionali, Papa Leone XIV ha rivolto un appello urgente per un “nuovo corso della storia”, sottolineando la necessità di superare le tentazioni neocoloniali e di rispettare la dignità di ogni popolo. Nel suo discorso alle autorità algerine, pronunciato nella capitale Algeri, il Pontefice ha esortato i leader locali a svolgere un ruolo di protagonisti nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico.
L’appello del Papa per la pace
Nel suo incontro con le autorità algerine, tenutosi presso il Centro Convegni Djamaa el Djazair, Papa Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle continue violazioni del diritto internazionale che minacciano la convivenza tra le nazioni. “Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri – ha affermato il Pontefice – distruggono il mondo”. Per contrastare queste dinamiche, secondo il Papa, è indispensabile “non moltiplicare incomprensioni e conflitti, ma rispettare la dignità di ognuno e lasciarsi toccare dal dolore altrui”.
In un mondo che appare sempre più frammentato, il Papa ha invitato a riconoscersi come “un’unica famiglia umana”, un concetto fondamentale per aprire “molte porte chiuse”. Rivolgendosi agli algerini, ha ricordato come questo popolo, costituito per il 98% da musulmani, custodisca “la ricchezza più vera” nel suo amore per Dio, e che proprio la fede, unita a un impegno per la giustizia e l’unità, possa essere la base per una convivenza pacifica e solidale.
Dialogo interreligioso e fratellanza universale
Nel suo primo discorso ufficiale ad Algeri, al Monumento dei Martiri, Papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza del rispetto reciproco tra culture e religioni come via imprescindibile per camminare insieme. “È un grande dono e un impegno benedetto – ha detto il Pontefice – dichiararci con forza ed essere sempre fratelli tra noi e figli dell’unico Dio”. L’appello è rivolto non solo ai credenti cattolici, ma anche ai musulmani, con i quali condividiamo un destino comune e la necessità di promuovere la pace e la riconciliazione.
Le prime parole del Papa in Algeria sono state un invito a una pace autentica, intesa non solo come assenza di conflitti, ma come espressione di giustizia e dignità. “Dio desidera per ogni nazione la pace – ha detto Leone XIV – e per questo serve il perdono”. Riconoscendo la difficoltà del perdono, il Papa ha ammonito che “non si può aggiungere risentimento a risentimento, di generazione in generazione”, invitando a costruire un futuro per “uomini e donne di pace” in cui la violenza non avrà mai l’ultima parola.
Durante il volo papale da Roma ad Algeri, il Pontefice ha anche ribadito la sua posizione: “Non sono un politico, parlo del Vangelo secondo il quale bisogna costruire la pace. Smettiamola con le guerre!”. Ha sottolineato l’importanza del dialogo multilaterale e della responsabilità collettiva per trovare soluzioni giuste ai problemi globali, ricordando le sofferenze di troppe persone innocenti e l’urgenza di una via migliore.






