Roma, 23 marzo 2026 – Il Servizio sanitario nazionale italiano è in una condizione di grave sofferenza strutturale, con oltre il 58% dei reparti degli ospedali in overbooking e tassi di occupazione dei posti letto che superano il 100%. È questo il quadro allarmante delineato dal sindacato degli infermieri Nursing Up, che parla di un sistema sanitario che sta “cedendo di schianto sotto il proprio peso”. A lanciare l’allarme è Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato, che sottolinea come la carenza di infermieri rappresenti la principale causa di questa pressione ormai fuori controllo.
Ospedali oltre il limite: dati e confronto europeo
Secondo il report di Nursing Up, i reparti di Medicina interna lavorano stabilmente in condizione di sovraffollamento, con punte che raggiungono il 75-78% di overbooking. Livelli di occupazione oltre l’85% rappresentano già un rischio per la sicurezza delle cure e oltre il 90-95% indicano una crisi sistemica, con conseguente aumento di errori clinici, infezioni e mortalità, come confermato da studi internazionali.
Il confronto con altri Paesi europei evidenzia uno squilibrio strutturale: mentre Francia e Germania mantengono tassi di occupazione tra il 75% e l’80%, l’Italia dispone di circa 3,1 posti letto per mille abitanti, ben al di sotto della media OCSE e lontana dai livelli tedeschi che superano i 7 posti letto per mille abitanti. Questo divario contribuisce a creare un sistema sanitario italiano sempre più sotto pressione.
Assistenza territoriale carente e crisi del personale infermieristico
Alla base della crisi ospedaliera vi è anche il ritardo nell’attuazione dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Le Case della Comunità sono attive solo in parte (38%), ma meno del 3% sono pienamente operative; gli Ospedali di Comunità sono completati solo per il 22-26%. Mancano inoltre oltre 20mila infermieri di famiglia, figure essenziali per decongestionare gli ospedali.
La situazione è aggravata dall’invecchiamento del personale sanitario: oltre la metà degli infermieri ha più di 55 anni, mentre ogni anno circa 6.000 professionisti emigrano all’estero e oltre 20.000 abbandonano il servizio pubblico. Il rapporto infermiere-pazienti arriva fino a 1 a 16, superando le soglie di sicurezza e aumentando il rischio di complicanze e mortalità. De Palma avverte che senza un intervento immediato, il sistema sanitario rischia un blocco strutturale con conseguenze gravi per i pazienti più fragili.






