Torino, 16 febbraio 2026 – Si fa ancora più drammatica la vicenda di Zoe Trinchero, la giovane di 17 anni uccisa la notte tra il 6 e il 7 febbraio a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. A parlare è la madre, Mariangela Auddino, che ha espresso il suo dolore e la sua determinazione a ottenere giustizia. Nel corso di un’intervista a Storie Italiane su Rai1, la donna ha raccontato la sua sofferenza e la sua battaglia per la verità, rivolta a Alex Giuseppe Manna, il 19enne reo confesso dell’omicidio.
Il dolore della madre di Zoe
Mariangela Auddino ha descritto il proprio stato d’animo con parole cariche di dolore: “Sto sopravvivendo, mi obbligo a respirare e a ingoiare la rabbia che sento, perché sono tanto arrabbiata”. La madre di Zoe si sente soprattutto responsabile verso le sorelline più piccole della ragazza: “Devo esserci soprattutto per loro, non è giusto che perdano anche la loro mamma”. Ha ricordato Zoe come un’anima luminosa, definendola “l’essenza della vita, luce e gioia, bella dentro e fuori”.
La battaglia giudiziaria che attende la famiglia è incentrata sulla richiesta di giustizia per un femminicidio: “Lui per lei è sempre stato un no, non le interessava minimamente. Un no deve essere un no, punto”. La madre ha chiesto con fermezza: “L’unica cosa che voglio da Alex Manna è la verità. Basta bugie, ne hai dette tante. Mi hai mentito spudoratamente e io, nella disperazione, ti ho creduto”. Il tormento più grande per Mariangela è infatti l’incertezza su ciò che è realmente accaduto e se Zoe abbia sofferto.
Le contraddizioni del reo confesso e le reazioni in paese
Il racconto di Alex Giuseppe Manna appare confuso e contraddittorio. Il giovane ha ammesso di aver colpito Zoe con una serie di pugni durante una discussione, ma ha cambiato più volte versione. Ha ipotizzato di essere stato drogato a sua insaputa e ha tentato un depistaggio accusando un altro ragazzo. La ricostruzione dei fatti parla di una lite scoppiata durante un chiarimento, che ha portato all’aggressione mortale della 17enne.
Nel paese di Montegrosso d’Asti, dove Alex e Zoe avevano le loro famiglie, lo shock è profondo. La madre di Alex lo difende definendolo “un bravo ragazzo”, mentre gli amici e la comunità si stringono attorno al dolore per la perdita di Zoe. A Nizza Monferrato, la sorella della vittima ha espresso il suo sconforto per l’indifferenza mostrata dall’aggressore mentre la famiglia cercava disperatamente Zoe.
Mariangela Auddino ricorda la figlia come una ragazza matura e giudiziosa, con sogni di diventare psicologa e aiutare gli altri, e sottolinea l’importanza di insegnare il rispetto e il valore del “no” fin dall’infanzia, affinché tragedie come questa non si ripetano più.






