Pavia, 24 febbraio 2026 – È stata pronunciata oggi dal giudice Luigi Riganti presso il tribunale di Pavia la sentenza che condanna Massimo Adriatici, ex assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera, a 12 anni di reclusione per omicidio volontario. Adriatici è stato ritenuto responsabile della morte di Youns El Boussettaoui, 39enne marocchino, ucciso con un colpo di pistola in piazza Meardi la sera del 20 luglio 2021.
La famiglia: “Non saremo soddisfatti fin quando non vedremo Adriatici in carcere”
Oltre alla pena detentiva, il giudice ha stabilito un risarcimento provvisionale di 380mila euro in favore dei familiari della vittima. La somma prevede 90mila euro per ciascuno dei genitori di Youns, mentre 50mila euro a testa sono stati riconosciuti ai suoi due fratelli e alle due sorelle. Bahija El Boussettaoui, una delle sorelle, ha espresso emozione all’uscita dal palazzo di giustizia: “Siamo felicissimi. Non ci aspettavamo una condanna superiore alla richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto 11 anni e 4 mesi. Tuttavia non saremo davvero soddisfatti finché non vedremo Adriatici in carcere con le manette. Il risarcimento è un aspetto secondario; noi chiediamo solo giustizia per mio fratello”.
Il processo e la ricostruzione dei fatti
Il processo si è svolto con rito abbreviato dopo che, nel novembre 2024, la giudice Valentina Nevoso aveva disposto la riqualificazione del reato da eccesso colposo di legittima difesa a omicidio volontario con dolo eventuale. Adriatici, ex poliziotto e avvocato, aveva sparato a Youns durante una colluttazione in piazza Meardi. Secondo la ricostruzione giudiziaria, l’ex assessore aveva con sé una Beretta 21 calibro 22 long rifle carica con proiettili a punta cava, non idonei per la difesa personale, e avrebbe potuto scegliere di sparare alle gambe anziché colpire al petto la vittima. La Procura di Pavia, con il procuratore Fabio Napoleone, aveva chiesto una condanna di 11 anni e 4 mesi, mentre la difesa aveva sostenuto la legittima difesa e chiesto l’assoluzione.
Il legale dell’ex assessore Adriatici: “La verità emergerà”
“Nessuno si aspettava una sentenza del genere. È una decisione che appare completamente lontana da quanto emerso nel corso del processo e dalle sentenze della Cassazione per casi simili. È curioso, ad esempio, che non sia stata riconosciuta la provocazione subita da Adriatici, come chiaramente mostra il video della scena”. Lo ha dichiarato Luca Gastini, uno degli avvocati di Adriatici.
Dopo la lettura della sentenza a porte chiuse, celebrata con rito abbreviato a Pavia, Adriatici è rimasto a lungo nell’aula con i suoi legali. Visibilmente scosso, poi, è uscito da una porta secondaria del palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni.
“Siamo abituati ad affrontare le difficoltà, quindi affronteremo anche questa – ha aggiunto Gastini –. Aspetteremo il deposito della sentenza, siamo molto curiosi di leggere le motivazioni. Già da ora posso annunciare che ricorreremo in Appello. I processi si svolgono in giudizio, non sui giornali: resto convinto che nel giudizio la verità emergerà e, di conseguenza, arriveranno le corrette sentenze. Il processo ha tre gradi, a garanzia della giustizia”.





