Varese, 17 febbraio 2026 – La vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Carol Maltesi si arricchisce di un nuovo capitolo con la decisione della Corte di Cassazione che ha nuovamente annullato la sentenza d’appello bis, che aveva condannato all’ergastolo Davide Fontana, reo confesso dell’omicidio della giovane donna uccisa nel gennaio del 2022 a Rescaldina. La Suprema Corte ha disposto un nuovo processo di secondo grado, concentrandosi in particolare sull’aggravante della premeditazione, ritenuta non sufficientemente motivata dai giudici di appello.
La dinamica dell’omicidio di Carol Maltesi
Carol Maltesi, 26 anni, originaria di Sesto Calende, fu brutalmente assassinata dall’ex fidanzato Davide Fontana, bancario di 47 anni, il quale dopo averla colpita ripetutamente con un martello e inferto un fendente alla gola, ha fatto a pezzi il corpo in diciotto parti. I resti furono conservati in un congelatore a pozzetto e successivamente abbandonati in sacchi neri in una zona isolata della Val Camonica, dopo un tentativo fallito di bruciarli in un barbecue. Fontana utilizzò il telefono della vittima per ingannare amici e parenti, facendo credere che Carol fosse ancora viva. Il ritrovamento dei resti e un’inchiesta giornalistica portarono alla sua confessione il 30 marzo 2022.
Il primo grado si concluse con una condanna a 30 anni senza riconoscere l’aggravante della premeditazione, mentre la Corte d’Appello di Milano, nel processo bis, lo condannò all’ergastolo riconoscendo tale aggravante insieme a quella della crudeltà. Tuttavia, la Cassazione ha ora annullato con rinvio la sentenza d’appello bis, aprendo così la strada a un nuovo processo di secondo grado.
L’annullamento della Cassazione e il futuro del processo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Fontana ritenendo insufficienti le motivazioni in merito alla premeditazione, un elemento che distingue la pena tra trent’anni di carcere e l’ergastolo. Tale decisione impone un nuovo esame da parte della Corte d’Appello milanese, che dovrà rivalutare le aggravanti contestate all’imputato.
Nel frattempo, Fontana resta detenuto nel carcere di Pavia. Il caso, che ha suscitato profondo sgomento a livello nazionale, rimane aperto e la giustizia dovrà nuovamente pronunciarsi su uno dei delitti più efferati degli ultimi anni.






