Milano, 8 gennaio 2026 – Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, ha confessato l’omicidio di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata morta lo scorso 29 dicembre in un cortile di via Paruta a Milano. Durante l’interrogatorio nel carcere di San Vittore, condotto dai pm Antonio Pansa e Letizia Mannella, l’uomo ha inoltre ammesso di aver abusato della giovane. A riferirlo è stato il suo avvocato, Massimiliano Migliara, che ha precisato come le confessioni siano avvenute “in un quadro meramente indiziario”.
La confessione e le dichiarazioni dell’avvocato

Emilio Gabriel Valdez Velazco, peruviano da anni residente in Italia, ha dichiarato di non essersi reso conto di aver ucciso Aurora fino al giorno successivo, quando ha visto i servizi televisivi. Ha inoltre raccontato di aver vegliato sulla ragazza “pensando fosse assopita”. Secondo l’avvocato Migliara, il suo assistito mostra “una rottura con il senso della realtà”, indicando un possibile problema di percezione della realtà, anche se al momento non è stata formalmente richiesta una perizia psichiatrica.
L’incontro tra la vittima e l’assassino sarebbe avvenuto casualmente sulla banchina della stazione Cimiano della metropolitana di Milano, dove Aurora aveva chiesto un aiuto economico a Valdez Velazco per comprare un pacchetto di sigarette. Da qui sarebbe partita una reazione improvvisa da parte dell’uomo, che non avrebbe voluto uccidere la giovane.
Il profilo dell’indagato e i precedenti giudiziari
Valdez Velazco è un uomo con una lunga storia di reati, tra cui violenza sessuale, rapine e immigrazione clandestina. Immigrato dal Perù nel 2017, nel 2019 era stato condannato a nove anni di carcere per aver violentato una donna a Milano. Negli ultimi anni ha accumulato ulteriori denunce, tra cui violenze sessuali nel 2024 e nel 2025.
Nonostante due provvedimenti di espulsione emessi dalla Prefettura di Milano (agosto 2019 e marzo 2024), l’uomo era rimasto in Italia perché privo di passaporto e ritenuto “inidoneo” a essere trattenuto nei Centri di Permanenza per i Rimpatri. Nel 2023 aveva richiesto il permesso di soggiorno come fratello di una cittadina italiana, ma la richiesta era stata respinta per motivi di “pericolosità sociale”.
Negli ultimi anni Valdez Velazco viveva in condizioni precarie, alternando lavori saltuari e soggiorni in carcere. Al momento dell’omicidio, abitava con la sua compagna in un appartamento a Cologno Monzese, dove la coppia dormiva in stanze separate per motivi di orari lavorativi diversi.
Le indagini proseguono per ricostruire i dettagli esatti degli ultimi movimenti di Valdez Velazco e per accertare se la ragazza abbia subito abusi prima della morte, dato che i primi esiti dell’autopsia indicano che il decesso è compatibile con uno strangolamento a mani nude.
L’avvocato Migliara ha annunciato che il suo assistito sarà nuovamente sentito dai magistrati per chiarire quanto accaduto nella notte tra il 28 e il 29 dicembre.
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Fonte: Alessia Arrigo - Morte di Aurora Livoli, il 57enne Valdez Velazco ha confessato l'omicidio e gli abusi






