Milano, 9 gennaio 2026 – La Procura di Milano ha definito Emilio Gabriel Valdez Velazco, il peruviano di 57 anni arrestato per l’omicidio di Aurora Livoli, una giovane di 19 anni trovata morta il 29 dicembre scorso nel cortile di un condominio in via Paruta, un “pericoloso seriale”. L’uomo ha confessato di aver violentato e ucciso la ragazza la sera del 28 dicembre, dopo aver tentato la rapina di un’altra giovane, che però è riuscita a salvarsi.
Profilo criminale e precedenti di Valdez Velazco
Emilio Gabriel Valdez Velazco è noto alle forze dell’ordine per una lunga serie di reati. Immigrato dal Perù nel 2017, è stato condannato nel 2019 a nove anni di carcere per una violenza sessuale commessa a Milano. Negli ultimi anni ha accumulato altri precedenti per rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina. Due provvedimenti di espulsione sono stati emessi nei suoi confronti, rispettivamente nel 2019 e nel marzo 2024, ma non sono mai stati eseguiti a causa della mancanza di documenti e di certificati medici che ne attestavano l’inidoneità a essere trattenuto nei centri di permanenza per rimpatri.
Negli ultimi due anni l’uomo ha vissuto in condizioni precarie, spostandosi spesso e facendo affidamento sulla compagna, una donna di 43 anni che lavora come colf a Cologno Monzese. Il 28 dicembre, dopo aver tentato di rapinare una studentessa di 19 anni alla stazione metropolitana Cimiano, Valdez Velazco ha incontrato Aurora Livoli, con la quale ha trascorso diverse ore, fino all’atto violento che ha portato alla morte della giovane.
Confessione e ricostruzione dei fatti
Durante l’interrogatorio durato circa tre ore nel carcere di San Vittore, il 57enne ha ammesso di aver abusato e ucciso Aurora Livoli. Ha raccontato di non essersi reso conto dell’omicidio fino al giorno successivo, quando ha visto i servizi televisivi, e di aver vegliato accanto al corpo, credendo che la ragazza fosse semplicemente assopita. L’autopsia ha confermato che la causa del decesso è stata uno strangolamento a mani nude, con frattura dell’osso ioide.
Valdez Velazco ha descritto come, dopo un breve scambio alla fermata della metropolitana, i due si siano incamminati insieme per cercare un tabaccaio, fino a raggiungere il cortile dove è stato poi trovato il corpo di Aurora. Le immagini di videosorveglianza lo mostrano mentre si allontana e ritorna più volte nel luogo del delitto, giustificando i suoi movimenti con la dimenticanza del cellulare.
Il legale dell’indagato ha precisato che Valdez Velazco ha mostrato segnali di disconnessione dalla realtà, ipotizzando la necessità di una perizia psicologica. La Procura, intanto, ha avanzato la richiesta di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato e violenza sessuale, valutando anche l’inserimento del reato di femminicidio.
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