Genova, 4 novembre 2025 – È stata pronunciata oggi la sentenza nel processo a carico di Simone Monteverdi, il giovane di ventidue anni accusato dell’omicidio della nonna Andreina Canepa, avvenuto a Chiavari nel settembre 2024. La corte d’assise di Genova ha assolto Monteverdi per totale infermità mentale, disponendo tuttavia una misura di sicurezza di dieci anni da scontare nella Rems di Genova Pra’.
Il fatto e le indagini
La tragedia si è consumata nella mattina del 21 settembre 2024, nell’appartamento di corso Lavagna a Chiavari, dove Simone Monteverdi viveva con la nonna ottantenne, affetta da Alzheimer. Durante una lite, il giovane ha afferrato prima un coltello da cucina e poi un paio di forbici, con cui ha colpito ripetutamente l’anziana al collo e al volto per ben 29 volte, provocandone la morte sul colpo. Poco dopo l’aggressione, Monteverdi ha chiamato il 112 riferendo: “La nonna è morta, ma io sto bene“, e ha gettato le forbici dalla finestra prima dell’arrivo dei carabinieri.
L’intervento dei militari della compagnia di Chiavari e del reparto operativo di Genova ha permesso di ricostruire la dinamica dell’omicidio, confermata nella confessione resa dal giovane durante un lungo interrogatorio alla presenza del pubblico ministero Francesca Rombolà. I vicini avevano già segnalato frequenti litigi tra i due, aggravati dalle condizioni di salute dell’anziana.
La decisione della corte e la misura di sicurezza
Nonostante la confessione, gli accertamenti psichiatrici hanno evidenziato un grave disturbo mentale di Monteverdi, che al momento dell’omicidio aveva abolito la capacità di intendere e di volere. Su questa base, la corte ha deciso l’assoluzione per vizio totale di mente, disponendo però che il ragazzo sia sottoposto a una misura di sicurezza da eseguire nella Rems di Genova Pra’, struttura specializzata per la cura di persone con disturbi psichici autori di reato.
La pm Rombolà aveva già richiesto tale misura, condividendo l’opinione degli esperti in materia di salute mentale, che hanno sottolineato come la detenzione in carcere non fosse compatibile con le condizioni di Monteverdi. Difeso dall’avvocata Ilaria Tulino, il giovane sarà quindi seguito con un percorso terapeutico obbligatorio della durata di dieci anni.
L’omicidio di Andreina Canepa rappresenta il secondo episodio di violenza mortale nel Tigullio in pochi giorni, dopo quello avvenuto a Rapallo, rafforzando l’attenzione delle autorità locali sulla necessità di interventi mirati per prevenire simili tragedie.






