Una fuga lunga oltre 24 ore, una serie di occasioni mancate e infine il fermo sul lago di Garda. La polizia ha arrestato a Desenzano Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato, ricercato per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, ucciso lunedì sera a Bologna nel parcheggio riservato al personale ferroviario. L’uomo era arrivato sul Garda in autobus da Milano, dove si erano concentrate nelle ultime ore le ricerche degli investigatori.
Le due occasioni perse prima dell’arresto
La cattura arriva dopo una sequenza di eventi che avrebbe potuto fermare il sospettato molto prima. Lunedì sera, intorno alle 20, Jelenic era già stato bloccato a Fiorenzuola, nel Piacentino, mentre viaggiava su un regionale diretto a Milano. I carabinieri lo avevano fatto scendere dal treno dopo la segnalazione di un capotreno che denunciava la presenza di un uomo ubriaco e molesto. Non essendo ancora scattato alcun allarme nazionale, i militari si erano limitati a identificarlo, lasciandolo poi libero di proseguire il viaggio. Poco dopo, Jelenic era salito su un altro convoglio e aveva raggiunto Milano Centrale alle 23.40. Qui aveva trascorso la notte in un dormitorio per senzatetto in zona Niguarda, per poi prendere un tram verso la periferia nord della città. Da Milano era poi partito per Desenzano del Garda, dove ieri sera è stato fermato davanti alla stazione ferroviaria.
Al momento del fermo, Jelenic aveva con sé due coltelli, armi su cui sono in corso accertamenti per stabilire se una di queste sia quella utilizzata per uccidere Ambrosio. In stato di confusione, avrebbe dichiarato agli agenti: “So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa”.
Il ritardo dell’allerta e l’errore che ha favorito la fuga
A spiegare come sia stato possibile è la ricostruzione degli inquirenti: l’omicidio di Ambrosio era avvenuto intorno alle 18.30, ma solo dopo l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza la polizia di Bologna è riuscita ad attribuire un nome e un volto al presunto aggressore. In quel lasso di tempo non era stata diramata alcuna segnalazione alle altre forze dell’ordine. Così, quando Jelenic era stato fermato a Fiorenzuola, nessuno sapeva ancora che fosse ricercato.
Chi è Marin Jelenic?
Jelenic è descritto come un senza fissa dimora, da tempo gravitante attorno agli scali ferroviari, con numerosi precedenti per piccoli reati commessi su treni e in stazione. Un soggetto noto per comportamenti aggressivi legati all’abuso di alcol, ma fino a lunedì mai coinvolto in episodi di tale gravità. Le immagini di videosorveglianza mostrano l’arrivo in stazione della vittima e il sospettato che lo segue a lungo, senza una ragione apparente. Giunti nei pressi del parcheggio, il 36enne avrebbe colpito Ambrosio con una coltellata al polmone. Il capotreno è morto dissanguato prima che un collega lo trovasse e lanciasse l’allarme.
Il passato turbolento di Marin Jelenic
Jelenic è una figura nota alle forze dell’ordine, con precedenti per il porto di armi da taglio e una storia di dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti, nonché disturbi psichiatrici. Lo scorso 18 ottobre, infatti, aveva già creato disordini in un supermercato nel centro di Udine, dove, dopo essere stato scoperto a nascondere alcune birre nello zaino, aveva devastato il punto vendita, come raccontato dal titolare Alfredo Vasto. L’uomo, riconosciuto dalle foto segnaletiche e immortalato dalle telecamere di videosorveglianza, si era rifiutato di pagare la merce e aveva reagito con violenza, lanciando lattine e prendendosela con gli espositori, prima di essere ammanettato dai carabinieri.
Il movente dell’omicidio del capotreno resta un enigma
Gli investigatori non hanno ancora chiarito il motivo dell’aggressione. Non si esclude un tentativo di rapina, anche se sul luogo del delitto sono stati rinvenuti sia il portafogli sia il telefono della vittima. Un’altra ipotesi è che Ambrosio possa essere stato riconosciuto dal sospettato come uno dei ferrovieri che in passato lo avevano segnalato per le sue condotte moleste. L’indagine, coordinata dal pm Michele Martorelli e dal procuratore Paolo Guido, resta aperta su tutti i fronti.
Capotreno ucciso a Desenzano, il pm parla di motivi abietti
In vista dell’udienza di convalida del fermo, che si terrà a Brescia, la Procura di Bologna ha formulato accuse pesanti nei confronti di Marin Jelenic, 36enne di nazionalità croata, arrestato ieri sera dalla polizia. L’uomo è ritenuto responsabile dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio.
Secondo quanto riferito dal pm Michele Martorelli, Jelenic è accusato di aver commesso l’omicidio con due aggravanti specifiche: la prima riguarda i motivi abietti che avrebbero spinto l’uomo a compiere il gesto, la seconda è legata al luogo dell’aggressione, avvenuta all’interno o nelle immediate vicinanze di una stazione ferroviaria. L’indagine prosegue per chiarire tutti i dettagli della vicenda e le circostanze dell’omicidio.
La protesta dei sindacati e lo scontro politico
L’omicidio si inserisce in una lunga scia di episodi di violenza ai danni del personale ferroviario. I sindacati parlano di una situazione ormai fuori controllo. La Cgil, di cui Ambrosio era iscritto, pur accogliendo con sollievo l’arresto, sottolinea che il problema della sicurezza resta irrisolto. In una nota, il sindacato provinciale attacca direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, chiedendo che si investano risorse concrete per proteggere le stazioni invece di finanziare grandi opere ritenute inutili come il ponte sullo Stretto.
Reazioni e iniziative dopo la tragedia
La morte di Alessandro Ambrosio ha suscitato profonda commozione e preoccupazione tra i colleghi e i lavoratori del comparto ferroviario. Le organizzazioni sindacali regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno proclamato per oggi uno sciopero di otto ore dalle 9 alle 17, con un presidio fissato alle 10 in piazza Medaglie d’Oro davanti alla stazione di Bologna. Durante il presidio verranno deposti fiori in ricordo del giovane capotreno, mentre i sindacati chiedono risposte immediate e strutturali per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori.
L’omicidio ha inoltre acceso una forte polemica politica. I parlamentari della Lega in commissione Trasporti al Senato hanno sottolineato come Jelenic, autore dell’omicidio, «avesse già le mani sporche del sangue di altre persone» e diversi precedenti per reati violenti, ma fosse comunque libero di delinquere. Dal canto suo, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha elogiato l’efficienza delle forze dell’ordine per il rapido arresto del sospetto.
Alessandro Ambrosio, figlio unico, laureato in statistica e appassionato musicista, lascia un vuoto profondo nella famiglia e nella comunità ferroviaria. Il padre Luigi lo ha descritto come una persona tranquilla e senza nemici, rendendo il delitto ancora più inspiegabile.






