Bologna, 4 marzo 2026 – Prosegue il caso dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato mortalmente la sera del 5 gennaio nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna. Dopo lo choc iniziale e la conclusione rapida delle indagini, il Comune di Bologna ha formalmente richiesto di costituirsi parte civile nel processo contro l’imputato Marin Jelenic, 36enne croato senza fissa dimora, arrestato a Desenzano del Garda e ora in carcere con l’accusa di omicidio aggravato.
Comune di Bologna si costituisce parte civile
Come annunciato un mese fa dal sindaco Matteo Lepore, il Comune di Bologna ha deciso di partecipare attivamente al procedimento giudiziario, che si avvia verso il giudizio immediato richiesto dal pm Michele Martorelli. La rappresentanza legale sarà affidata all’avvocato Antonio Carastro. La scelta del Comune sottolinea l’importanza istituzionale attribuita a questo caso, che ha scosso profondamente la città e la comunità ferroviaria locale.
Indagini concluse e prove schiaccianti
Le indagini, condotte dalla squadra mobile coordinata dalla Procura di Bologna, si sono concluse in meno di due mesi. Il pm ha chiesto il giudizio immediato per Marin Jelenic, ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato da futili motivi e dalla vicinanza a un luogo pubblico come la stazione ferroviaria. Nonostante la mancanza di un movente chiaro, le prove raccolte sono solide: le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’imputato seguire la vittima per oltre 15 minuti, e gli esami della scientifica hanno rilevato tracce di sangue di Ambrosio sulle scarpe di Jelenic e sulla lama del coltello rinvenuto nei pressi del delitto, con il suo DNA sull’impugnatura.
Il processo dovrebbe iniziare in primavera davanti alla Corte d’assise, con la possibilità di saltare l’udienza preliminare grazie alla richiesta di giudizio immediato. La famiglia di Alessandro Ambrosio, assistita dall’avvocato Alessandro Numini, potrà anch’essa costituirsi parte civile.






