Bologna, 21 gennaio 2026 – Il Gip del Tribunale di Bologna, Alberto Ziroldi, ha confermato la custodia cautelare in carcere per Marin Jelenic, il 36enne croato accusato dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, accoltellato lo scorso 5 gennaio nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Nell’ordinanza, il giudice sottolinea come Jelenic manifesti un’“incontrollata pulsione criminale”, evidenziata dalle sue numerose denunce, un precedente per lesione e la costante disponibilità di armi, che rendono «quasi certa la commissione di ulteriori delitti contro la persona».
La fuga di Jelenic
Dopo l’omicidio, Jelenic ha intrapreso una fuga tra diverse stazioni ferroviarie del Nord Italia. La sua presenza era stata segnalata per la prima volta alla stazione di Fiorenzuola, in provincia di Piacenza, dove era stato identificato ma non fermato, poiché le note di ricerca non erano ancora state diramate. Successivamente, le telecamere lo hanno ripreso mentre si spostava da Bologna a Milano, passando per la stazione Centrale e il quartiere Niguarda, dove ha trascorso la notte in una sala d’attesa dell’ospedale Niguarda. Nonostante un ordine di allontanamento comunitario emesso a dicembre, Jelenic è rimasto in Italia e ha continuato a muoversi, fino al fermo avvenuto nella serata di ieri alla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda (Brescia).
Profilo e contesto dell’aggressione
Il 36enne, senza fissa dimora e con precedenti per porto d’armi da taglio, è noto alle forze dell’ordine per la sua storia di dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti e per disturbi psichici. Il Gip Ziroldi evidenzia che non emergono motivi chiari per l’omicidio, poiché tra vittima e aggressore non risultano legami personali né moventi di natura economica, dato che ad Ambrosio non sono stati sottratti né portafogli né telefono. Il giudice ipotizza che l’omicidio possa essere un reato a vittima indistinta, amplificando la pericolosità sociale dell’imputato.
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