Cosenza, 13 gennaio 2026 – Un tragico episodio ha scosso il quartiere di Via Popilia questa mattina, con l’omicidio di un uomo di 38 anni, trovato senza vita all’interno della sua auto a colpi di pistola. Le forze dell’ordine hanno già fermato un sospettato, intensificando le indagini sul caso.
Omicidio a Cosenza, trovato cadavere nell’auto
Il corpo di Luca Carbone, pizzaiolo disoccupato di 38 anni, è stato rinvenuto stamane al posto di guida della sua vettura in via Popilia, a Cosenza. Il sopralluogo della scientifica ha confermato la natura violenta della morte: tre bossoli sono stati recuperati nelle vicinanze e sono stati riscontrati fori di proiettile sul parabrezza e sulla carrozzeria, lato guida. Un passante ha dato l’allarme dopo aver notato il corpo riverso nell’abitacolo.
Indagini e fermo per l’omicidio
L’ipotesi principale degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Veronica Rizzaro, esclude collegamenti con la criminalità organizzata. Il movente sembrerebbe legato a dissapori di vicinato. I carabinieri hanno fermato Francesco De Grandis, 48 anni, vicino di casa della vittima, sospettato di aver esploso i colpi dal quinto piano dello stabile. Secondo la ricostruzione, uno dei proiettili ha colpito Carbone al torace, causando la morte. De Grandis è stato condotto in caserma per l’interrogatorio, mentre sono in corso perquisizioni nelle abitazioni del condominio.
Profilo della vittima e contesto familiare
L’uomo, che aveva perso il padre circa dieci giorni fa, era noto per essere una persona tranquilla e dedita alla famiglia. Viveva in un appartamento occupato dopo la recente scomparsa del nonno, situato nello stesso palazzo dove è avvenuto il delitto. Una sua amica ha descritto Luca come un ragazzo premuroso, che si prendeva cura della madre e del fratello non autosufficienti, residenti in un’altra zona della città. La mattina dell’omicidio, Carbone aveva svolto colloqui di lavoro nella speranza di trovare un’occupazione stabile.
Sul luogo del delitto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, probabilmente per facilitare l’accesso all’appartamento del nonno e supportare le operazioni investigative. Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio di questa triste vicenda.






