Milano, 31 gennaio 2026 – Oltre mille persone si sono radunate oggi in piazza XXV Aprile a Milano per protestare contro la presenza dell’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement) alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di esponenti politici, sindacati e cittadini, si inserisce in un contesto di crescente tensione legato al dispositivo di sicurezza americano previsto per l’evento sportivo.
Manifestazione contro l’ICE: un segnale di dissenso a Milano
La protesta ha visto sventolare bandiere di diversi partiti di centrosinistra, tra cui Pd, M5S e Azione, nonché simboli della Palestina e della pace. I partecipanti hanno portato cartelli con scritte esplicite contro l’ICE e l’ex presidente statunitense Donald Trump, oltre a slogan ironici come “Ice only in the spritz”. La presenza di parlamentari come Vinicio Peluffo (Pd) e Ivan Scalfarotto (Italia Viva), insieme a numerosi consiglieri regionali lombardi delle opposizioni, ha sottolineato la forte connotazione politica della protesta.
Tra i manifestanti si sono distinti anche cittadini americani contrari alla presenza dell’ICE, che hanno mostrato le foto di Alex Pretti e Renée Good, due persone uccise da agenti statunitensi. La presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha partecipato al presidio, ribadendo l’importanza di Milano come città che vuole assumersi una responsabilità valoriale nell’ospitare le Olimpiadi, difendendo i diritti umani ovunque.
Il segretario milanese del Pd, Alessandro Capelli, ha affermato: «Milano sa di avere gli occhi del mondo puntati addosso e non deve stare zitta». Analogamente, Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia, ha criticato il governo italiano definendolo «subalterno nei confronti di Trump», mentre la consigliera regionale del M5S Paola Pizzighini ha sottolineato che solo le forze dell’ordine italiane dovrebbero garantire la sicurezza delle Olimpiadi, escludendo la presenza dell’ICE, che «compie azioni non in linea con un paese democratico».
Il piano di sicurezza per Milano-Cortina 2026 e le contestazioni in vista dell’inaugurazione
Il presidio di oggi è solo uno dei momenti di protesta in vista del taglio del nastro dei Giochi, previsto il 6 febbraio a Milano. In quella data, infatti, è atteso l’arrivo della delegazione statunitense, scortata da circa 200 agenti dell’Immigration and Customs Enforcement. Il Viminale ha predisposto un piano di sicurezza molto articolato, con circa 6.000 uomini impiegati tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e reparti speciali, per garantire la protezione degli atleti e delle alte cariche politiche, come il vicepresidente Usa J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio.
Gli agenti dell’ICE in Italia avranno però un ruolo limitato: saranno privi di poteri di ordine pubblico e opereranno principalmente in sale operative, senza interventi diretti sul territorio. Al contrario, in coordinamento con le forze di sicurezza italiane, opereranno anche agenti della CIA e FBI. Le autorità italiane mantengono alta l’attenzione per prevenire possibili disordini, in particolare in occasione delle manifestazioni annunciate da studenti e gruppi politici e sociali contrari alla presenza dell’ICE, come il presidio “Da Minneapolis a Milano” in programma proprio il giorno dell’inaugurazione.
Per garantire la sicurezza, sono state istituite cinque zone rosse con accessi controllati e una no fly zone attiva fino al 22 febbraio nelle aree dove si svolgeranno le gare olimpiche, tra cui il Villaggio olimpico e le arene sportive. Inoltre, è stata attivata una sala operativa 24 ore su 24 dedicata alla cybersicurezza per contrastare minacce informatiche alle infrastrutture critiche connesse ai Giochi.
La protesta di oggi rappresenta quindi un segnale importante di dissenso contro la presenza dell’ICE, che viene percepita da molti come una minaccia ai valori democratici e ai diritti umani, in particolare alla luce delle controversie internazionali che coinvolgono questa agenzia federale statunitense. Le prossime settimane saranno decisive per capire come si evolverà la situazione in città durante lo svolgimento delle Olimpiadi.






