A poche settimane dall’accensione del braciere olimpico allo stadio San Siro, a Milano si respira un clima che oscilla tra curiosità, attesa e distanza. C’è chi inizia a percepire un’aria di festa che durerà l’intero mese e chi, invece, ammette di non sentire ancora l’evento vicino. Per molti, luminarie, cartelloni pubblicitari e altri allestimenti sembrano non essere abbastanza per creare un vero coinvolgimento collettivo. “Non sento ancora lo spirito giusto, ma siamo in attesa di questa bellissima manifestazione. Speriamo che i nostri colori si facciano valere”, dice un signore milanese incontrato in Piazza Duomo. Rosa, anche lei milanese, è più scettica: “Vedo che la città si sta preparando, ma solo in qualche angolo”. C’è poi chi il clima olimpico proprio non lo avverte, come Isa, incontrata in corso Vittorio Emanuele: “Non mi interessa fare brutta figura, ne facciamo già tante. A me interessa la natura e che lo sport resti una cosa bella, non una cosa fittizia e legata al senso del denaro”. Una percezione che cambia anche in base allo sguardo di chi a Milano non vive. Gabriella e Andrea dicono di avvertire l’attesa in città, ma spiegano che fuori dal capoluogo lombardo c’è “poca sponsorizzazione rispetto a quello che queste Olimpiadi dovrebbero avere”. Tra i temi più discussi c’è quello dei cantieri che ospiteranno le gare, alcuni dei quali non sono ancora completati. Per alcuni si rischia una brutta figura, altri rimangono fiduciosi dato che, come osservano, “ritardare sui cantieri sembra essere una caratteristica italiana”. A pesare sull’entusiasmo e sul coinvolgimento dei cittadini è anche il prezzo dei biglietti. Un’insegnante sostiene che in occasioni di questa portata non conta solo la pubblicità ma anche stare vicino alle persone che vorrebbero accedere ma non ne hanno la possibilità economica e racconta: “Nella mia scuola, dove ci sono almeno due ragazzi con disabilità in ogni classe, hanno regalato sette biglietti per le Paraolimpiadi. Non hanno permesso neanche a un ragazzo per classe di accedere”. Un altro milanese, residente nella zona dove sorge il Villaggio Olimpico, risponde con serena rassegnazione: “Non assisterò alle gare dal vivo, visti i prezzi. Anche la cerimonia inaugurale a San Siro ha una cifra enorme. Almeno per i residenti potevano fare un’eccezione e dare la possibilità di non essere così cari. Solo chi ha soldi da spendere può permettersi di andare. Però mi piace tutta l’atmosfera che c’è in giro per la città”.
Fonte: Nicoletta Totaro - Olimpiadi 2026, il conto alla rovescia a Milano: "Manca lo spirito giusto, le priorità sono altre"






